Bayern campione d'autunno, ma quanta fatica per gli uomini di Heynckes alla Mercedes Arena. I bavaresi, grazie ai risultati del Gladbach (sconfitto clamorosamente ad Ausburg) e del Dortmund ( fermato in casa dal Lautern), acquisiscono la certezza matematica del titolo di campioni d'autunno in virtù di una differenza reti decisamente migliore rispetto alle rivali, che consentirebbe di mantenere il primo posto anche in caso di sconfitta contro il Colonia nell'anticipo di venerdì prossimo.
A Stoccarda andava di scena il derby del Sud nr.93 , con il Bayern in netto vantaggio nel computo dei precedenti( 54 vittorie, 20 pareggi, 18 sconfitte). Labbadia e Heynckes, decidono di schierare le squadre con moduli speculari, optando entrambi per il 4-2-3-1 tanto di moda in Bundesliga negli ultimi due anni . Nel Bayern panchina per Alaba e Luiz Gustavo, coppia di centrocampo decisamente sottotono nelle ultime apparizioni, al loro posto Timoshchuk e Kroos, quest'ultimo retrocesso nel ruolo poco gradito di mediano, mentre in attacco spazio ai tre tenori ( Robben-Muller-Ribery) dietro al bomber Gomez.
Lo Stoccarda subisce sin dall'inizio la pressione del Bayern , che nell'arco di cinque minuti -prima con Van Buyten e poi con Gomez -sfiora la rete del vantaggio in due circostanze. Incredibile l'errore sottoporta del Matador, che non riesce a capitalizzare al meglio una splendida azione di Robben. Lo Stoccarda, fin a quel momento poco pericoloso, trova - a sorpresa - il gol del vantaggio : Molinaro scende sulla fascia sinistra e crossa in mezzo all'area di rigore in direzione Harnik, l'austriaco con un colpo di testa fa da sponda all'inserimento di Gentner, che colpisce la palla al volo e batte l'incolpevole Neur. Il gol del vantaggio non cambia la trama della partita e il Bayern non demorde . La caparbietà dei bavaresi viene premiata sette minuti più tardi : Rafinha dalla fascia crossa in mezzo all'area di rigore e Gomez ,con uno scatto felino, si avventa sulla palla anticipando l'ex compagno di squadra Tasci e il portiere Ullreich, realizzando il gol del pareggio. Per lo Stoccarda la mazzata decisiva, che fa ulteriormente arretrare il bacino della squadra di Labbadia, arriva nove minuti dopo il gol del Bayern : Molinaro, fino a quel momento uno dei migliori degli Svevi,entra in modo scomposto , ma tutt'altro che rude, ai danni di Robben, guadagnandosi il secondo cartellino giallo e la doccia anticipata. Ammonizione severa, agevolata dal volo pleonastico di Robben che trae in inganno arbitro e assistente, facendo irritare non poco i tifosi locali, pronti a fischiare l'olandese a ogni tocco di palla. Il primo tempo termina in parità e il Bayern, nonostante la superiorità territoriale , non si rende mai veramente pericoloso nei paraggi di Ulreich.
L'avvio del secondo tempo è tutto di marca bavarese, con Kroos che con un potente tiro da fuori area costringe Ulreich a un difficile intervento. Il gol del Bayern è nell'aria e arriva al cinquantasettesimo : Kroos , autore di un'ottima prova, è bravo nel servire il pallone a Lahm, che con tempismo perfetto si inserisce in area di rigore e serve un assist arretrato per il Matador Gomez, che insacca e , oltre a portare in vantaggio i suoi, torna leader della classifica cannonieri. Chi si aspetta un Bayern ancor più grintoso e determinato , commette un errore grossolano : gli uomini di Heynckes cercano di addormentare la partita e , forse stanchi dai troppi impegni delle ultime settimane, tirano i remi in barca . Labbadia intuisce che il suo Stoccarda , seppur in inferiorità numerica, può creare dei problemi alla capolista , e decide di sostituire Gentner e Schieber con i più offensivi Cacau e Pogrebnyak. Il tecnico italo-tedesco riesce nel suo intento e gli svevi vanno vicinissimi al gol del pareggio in almeno due circostanze : nella prima occasione è Gomez che anticipa Pogrebnyak nei pressi della linea di porta, mentre nella seconda Cacau è bravissimo ad intuire lo sciagurato retropassaggio di Van Buyten in direzione Neur, ma il tiro del brasiliano naturalizzato tedesco termina di poco alto sopra la traversa.
Non si registrano altre emozioni alla Mercedes Arena e la gara si conclude con la vittoria dei bavaresi. Un successo pesante , che consente alla capolista di portare a tre le lunghezze di vantaggio sulle inseguitrici. Il Bayern non incanta più come a inizio anno, ma si conferma squadra solida e il rientro di Schweinsteiger dopo la pausa natalizia , consentirà a Heynckes di ritrovare l'anima tattica e agonistica di questa squadra. Lo Stoccarda non s'è fatto disprezzare, anche se resta un mistero l'utilizzo con il contagocce di Cacau. Bene la coppia di centrocampo Qvist-Gentner, deludenti, invece, le prove di Boka, Hajnal e Schieber.
PAGELLE
Stoccarda: Ulreich 6,5 , Boka 5 , Tasci 5,5 ,Rodriguez 5 , Molinaro 5,5 ; Qvist 6,5 , Gentner 6,5 ; Harnik 7 , Hajnal 5 , Gebhart 6,5 ; Schieber 4,5 Sub: Pogrebnyak 5,5 , Cacau 6,5 , Niedermeier 5 All. Labbadia 6
Bayern Monaco: Neur 6 , Rafinha 6 , Van Buyten 5 , Badstuber 5,5 , Lahm 7 ; Timoshchuk 6 , Kroos 7 ; Robben 6,5 , Muller 5,5 , Ribery 6 ; Gomez 7,5 Sub: Alaba s.v. Luiz Gustavo s.v. Boateng s.v. All. Heynckes 6
domenica 11 dicembre 2011
Brescia-Bari 1-3
Tristezza. Infinita tristezza. Se nel famoso film interpretato magistralmente da Al Pacino era maledetta ogni domenica, per il Brescia, indipendentemente da quando viene disputata la partita, ogni giornata è maledetta. E' maledetto il sabato, è maledetta la domenica,è maledetto il venerdì quando si anticipa, è maledetto il lunedì quando si posticipa, pure il martedì è maledetto quando si gioca in infrasettimanale; meno male che la serie B non prevede turni nei giorni di mercurio e giove, altrimenti pure quelli sarebbero maledetti. Ormai è solo tristezza , non si prova nemmeno rabbia ,troppa ne abbiamo accumulata nei dodici turni precedenti , trascorsi , invano, nell' attesa dei tre punti.Fantastico il coro tragicomico partito dalla Nord negli ultimi minuti della partita :"Siam venuti fin qua, siam venuti fin qua , per vedere segnare Maccan!", che fa il verso , in modo ironico, al più noto coro dedicato dai tifosi rossoneri al fantasista brasiliano Kakà .
Cosa dire della partita? Nulla, anche perchè il film è sempre lo stesso : molto sterile possesso palla con Salomon ad impostare davanti alla difesa , un giocatore -il polacco- dotato di una velocità di visione del gioco pari , se non inferirore ,a quello del noto trenino della Valcamonica, e pensare che la terza società più prestigiosa del calcio lusitano, dove sono cresciuti talenti cristallini come Figo e Cristiano Ronaldo,sarebbe disposta a spendere quasi cinque milioni per acquisirne il cartellino; poco filtro davanti alla difesa, dove Mandorlini a sinistra fa più buchi del traforo del Frejus; attacco dove il solo Jonathas sa farsi valere, mentre Juan Antonio conferma di soffrire le marcature strette e le difese chiuse, e il tragicomico Feczesin sbaglia almeno due incredibili occasioni da rete. Nulla di nuovo , quindi. Anzi, a rendere ancora più amara la domenica, il Brescia non ha saputo sfruttare adeguatamente venticinque minuti di superiorità numerica dove le rondinelle si sono spinte decisamente in avanti , anche se - a onor del vero - l'azione più pericolosa è stata del Bari , con Cleyton che costringe Arcari a un intervento prodigioso.
Ultimo pensiero per Beppe Scienza, tecnico - e prima ancora uomo - che stimo. Oggi , purtroppo, è mancata anche lucidità nella conduzione tecnica, come dimostra l'impiego di Vass nel ruolo di trequartista, salvo poi accorgersi dell'errore commesso e sostituire il centrocampista ungherese con il connazzionale e "prolifico" ( si scherza , ovviamente) Feczesin dopo solo trentotto minuti. Beppe non è certamente il principale responsabile dell'attuale situazione, ma i rumors danno ormai per scontato il suo esonero. Siamo sicuri che i nomi circolati in queste ore, sappiano far meglio del tecnico di Domodossola? Se dovesse arrivare Madonna, aldilà del nome che raccoglie in sè speranze divinatorie, questa squadra saprà riprendersi? Io credo di no e mi auguro che Scienza venga confermato al timone della panchina biancoblù . Semmai, viste la dichiarazioni del Sig.Calzoni ( dirigente voluto da un noto istituto bancario per controllare i conti societari), babbo Natale potrebbe portarci il regalo più bello e atteso dall'intera tifoseria bresciana : la liberazione dalla famiglia Corioni!
PAGELLE
BRESCIA: Arcari 6,5, Zambelli 5,5 , Martinez 5 , De Maio 5 , Mandorlini 4,5 ('56 Scaglia 5), Salamon 4, Budel 5, Vass 4,5 ('38 Feczesin 4), Paghera 4,5 , Juan Antonio 4,5 , Jonathas 6 ('80 Maccan S.V.). All. Scienza 4,5
BARI: Lamanna 7 , Crescenzi 7 , Borghese 5, Claiton 7 , Polenta 6,5 , De Falco 6, Donati 7, Kopunek 6,5 Bellomo 7 ('75 Castillo S.V.), Caputo 6 ('65 Stojan7,5), Marotta 6 ('46 Ceppitelli 6). All. Torrente 7
Cosa dire della partita? Nulla, anche perchè il film è sempre lo stesso : molto sterile possesso palla con Salomon ad impostare davanti alla difesa , un giocatore -il polacco- dotato di una velocità di visione del gioco pari , se non inferirore ,a quello del noto trenino della Valcamonica, e pensare che la terza società più prestigiosa del calcio lusitano, dove sono cresciuti talenti cristallini come Figo e Cristiano Ronaldo,sarebbe disposta a spendere quasi cinque milioni per acquisirne il cartellino; poco filtro davanti alla difesa, dove Mandorlini a sinistra fa più buchi del traforo del Frejus; attacco dove il solo Jonathas sa farsi valere, mentre Juan Antonio conferma di soffrire le marcature strette e le difese chiuse, e il tragicomico Feczesin sbaglia almeno due incredibili occasioni da rete. Nulla di nuovo , quindi. Anzi, a rendere ancora più amara la domenica, il Brescia non ha saputo sfruttare adeguatamente venticinque minuti di superiorità numerica dove le rondinelle si sono spinte decisamente in avanti , anche se - a onor del vero - l'azione più pericolosa è stata del Bari , con Cleyton che costringe Arcari a un intervento prodigioso.
Ultimo pensiero per Beppe Scienza, tecnico - e prima ancora uomo - che stimo. Oggi , purtroppo, è mancata anche lucidità nella conduzione tecnica, come dimostra l'impiego di Vass nel ruolo di trequartista, salvo poi accorgersi dell'errore commesso e sostituire il centrocampista ungherese con il connazzionale e "prolifico" ( si scherza , ovviamente) Feczesin dopo solo trentotto minuti. Beppe non è certamente il principale responsabile dell'attuale situazione, ma i rumors danno ormai per scontato il suo esonero. Siamo sicuri che i nomi circolati in queste ore, sappiano far meglio del tecnico di Domodossola? Se dovesse arrivare Madonna, aldilà del nome che raccoglie in sè speranze divinatorie, questa squadra saprà riprendersi? Io credo di no e mi auguro che Scienza venga confermato al timone della panchina biancoblù . Semmai, viste la dichiarazioni del Sig.Calzoni ( dirigente voluto da un noto istituto bancario per controllare i conti societari), babbo Natale potrebbe portarci il regalo più bello e atteso dall'intera tifoseria bresciana : la liberazione dalla famiglia Corioni!
PAGELLE
BRESCIA: Arcari 6,5, Zambelli 5,5 , Martinez 5 , De Maio 5 , Mandorlini 4,5 ('56 Scaglia 5), Salamon 4, Budel 5, Vass 4,5 ('38 Feczesin 4), Paghera 4,5 , Juan Antonio 4,5 , Jonathas 6 ('80 Maccan S.V.). All. Scienza 4,5
BARI: Lamanna 7 , Crescenzi 7 , Borghese 5, Claiton 7 , Polenta 6,5 , De Falco 6, Donati 7, Kopunek 6,5 Bellomo 7 ('75 Castillo S.V.), Caputo 6 ('65 Stojan7,5), Marotta 6 ('46 Ceppitelli 6). All. Torrente 7
Real Madrid- Barcellona 1-3
La Liga è un campionato che si decide in due partite, ma non sono due confronti qualunque,se consideriamo che si sfidano le due squadre più forti al mondo. Real-Barça è tradizione, rivalità infinita e , almeno dallo scorso anno, una sfida per la supremazia continentale.
Quest'anno, forse per la prima volta nell'era Guardiola, i bookmakers davano leggermente favorito il Real , che in caso di vittoria avrebbe portato a sei punti - con una gara da recuperare - il vantaggio sugli odiati rivali blaugrana. Un potenziale +9 che deve aver dato la testa a Mourinho, che schiera una formazione ultraoffensiva con il chiaro intento di pressare alto il Barça. Tattica che si rivelerà fruttuosa solo dopo trenta secondi dall'avvio del match, con il gol di Benzema viziato da un clamoroso errore di Victor Valdes, che serve un clamoroso assist alle merengeus disturbato, forse, dall'ormai tristamente noto laser verde. In tutta la partita l'unico a soffrire il pressing alto del Real è il portiere catalano, mentre la tecnica straordinaria dei vari Pique, Puyol, Xavi & C. riesce a rendere la pressione del Real molto sterile : i blaugrana , una volta superata la prima linea di pressione avversaria , riescono a giocare come vogliono , e solo un Contreao decisamente in palla rende leggermente più complicato il compito degli uomini di Guardiola, chiamati a recuperare il gol di svantaggio . Il Real , comunque, si fa leggermente preferire nei primi venticinque minuti , se non altro per le occasioni da gol create - ma non concretizzate - da Benzema e Cristiano Ronaldo. Il match cambia completamente volto al trentesimo : Messi crea il panico nella metà campo avversaria e serve uno splendido assist a Sanchez, che raccoglie il pallone con uno splendido taglio e , nonostante il tentativo disperato in scivolata di Contreao, batte Casillas nell'angolino lontano. Il Barça pareggia e nulla sarà più come prima. Il primo tempo termina in parità ed è caratterizzato da molti scontri a centrocampo e dal pressing forsennato delle due squadre, anche se appare del tutto evidente la supremazia del Barcellona.
In avvio di ripresa il Real Madrid si fa notare dalle parti di Victor Valdes con Pepe e Ronaldo, senza creare grossi grattacapi al portiere catalano. Il Barça resta comunque padrone del campo, e la supremazia territoriale viene premiata al settimo della ripresa, quando un tiro da fuori area di Xavi viene deviata da Marcelo e batte l'incolpevole Casillas : Real 1 Barça 2 . Il Real accusa il colpo, e a nulla serve l'ingresso in campo di Kaka al posto dell'impalpabile Ozil. I blaugrana dominano e riescono a trovare il terzo gol dell'incontro con Fabregas, bravissimo ad anticipare Coentrao e a capitalizzare al meglio un cross telecomandato di Dani Alves. Negli ultimi venti minuti il Barça va vicino al pokerissimo in almeno tre circostanze, ma , paradossalmente, è del Real Madrid l'occasione più ghiotta a cinque minuti dal termine: il tiro di Kaka,però, viene parato goffamente - e fortunosamente- da Victor Valdes.
Il Real è migliorato rispetto allo scorso anno e gli automatismi di gioco sono decisamente più fluidi,ma il Barça è ancora di un altro pianeta. Lo "special one" ha provato a giocarsela a viso aperto, pressando alto e schierando una formazione votata all'attacco, favorendo, però, il micidiale possesso palla avversario . La rete del pareggio dei catalani è abbastanza emblematica, con la difesa merengues decisamente alta nonostante il gol di vantaggio. Mou ha dimostrato , prima con l'Inter in semifinale di Champions e poi con il Real lo scorso anno, che l'unica soluzione per poter diminuire il potenziale di fuoco blaugrana è la marcatura a uomo su Messi, mentre al Bernabeu la pulce è stato lasciato troppo libero di inventare e incantare. Errore forse di presunzione, visto che il Real , mai come quest'anno, veniva dato alla pari del Barça.Il portoghese è persona estremamente intelligente e saprà correggere gli errori del primo clasico stagionale nelle prossime sfide contro gli eterni rivali. Bravo, anche da un punto di vista tattico, Pep Guardiola, che lascia libertà di svariare a Messi e Sanchez, con il cileno che gioca prevalentemente da punta centrale mentre l'argentino agisce partendo da destra. Immensi , ma non è certo una novità, Xavi e Iniesta : sono loro il vero segreto dei successi del Barça e della nazionale spagnola......
PAGELLE
Real Madrid: Casillas 6 Coentrao 6 Sergio Ramos 5 Pepe 5 Marcelo 5,5 ; Diarra 5 Xabi Alonso 5,5 ; Di Maria 5,5 Ozil 4,5 Ronaldo 5 ;; Benzema 6 Sub.: Kaka 6 Khedira 5,5 Higuain 6 All. Mourinho 5
Barcellona: Victor Valdes 5 Dani Alves 6,5 Pique 6,5 Puyol 7 Abidal 5,5 ; Busquets 6 , Xavi 7,5 , Fabregas 6,5; Iniesta 7,5 , Sanchez 7 , Messi 7 Sub: Keita s.v. Vila s.v. Pedro s.v. All. Guardiola 7
Quest'anno, forse per la prima volta nell'era Guardiola, i bookmakers davano leggermente favorito il Real , che in caso di vittoria avrebbe portato a sei punti - con una gara da recuperare - il vantaggio sugli odiati rivali blaugrana. Un potenziale +9 che deve aver dato la testa a Mourinho, che schiera una formazione ultraoffensiva con il chiaro intento di pressare alto il Barça. Tattica che si rivelerà fruttuosa solo dopo trenta secondi dall'avvio del match, con il gol di Benzema viziato da un clamoroso errore di Victor Valdes, che serve un clamoroso assist alle merengeus disturbato, forse, dall'ormai tristamente noto laser verde. In tutta la partita l'unico a soffrire il pressing alto del Real è il portiere catalano, mentre la tecnica straordinaria dei vari Pique, Puyol, Xavi & C. riesce a rendere la pressione del Real molto sterile : i blaugrana , una volta superata la prima linea di pressione avversaria , riescono a giocare come vogliono , e solo un Contreao decisamente in palla rende leggermente più complicato il compito degli uomini di Guardiola, chiamati a recuperare il gol di svantaggio . Il Real , comunque, si fa leggermente preferire nei primi venticinque minuti , se non altro per le occasioni da gol create - ma non concretizzate - da Benzema e Cristiano Ronaldo. Il match cambia completamente volto al trentesimo : Messi crea il panico nella metà campo avversaria e serve uno splendido assist a Sanchez, che raccoglie il pallone con uno splendido taglio e , nonostante il tentativo disperato in scivolata di Contreao, batte Casillas nell'angolino lontano. Il Barça pareggia e nulla sarà più come prima. Il primo tempo termina in parità ed è caratterizzato da molti scontri a centrocampo e dal pressing forsennato delle due squadre, anche se appare del tutto evidente la supremazia del Barcellona.
In avvio di ripresa il Real Madrid si fa notare dalle parti di Victor Valdes con Pepe e Ronaldo, senza creare grossi grattacapi al portiere catalano. Il Barça resta comunque padrone del campo, e la supremazia territoriale viene premiata al settimo della ripresa, quando un tiro da fuori area di Xavi viene deviata da Marcelo e batte l'incolpevole Casillas : Real 1 Barça 2 . Il Real accusa il colpo, e a nulla serve l'ingresso in campo di Kaka al posto dell'impalpabile Ozil. I blaugrana dominano e riescono a trovare il terzo gol dell'incontro con Fabregas, bravissimo ad anticipare Coentrao e a capitalizzare al meglio un cross telecomandato di Dani Alves. Negli ultimi venti minuti il Barça va vicino al pokerissimo in almeno tre circostanze, ma , paradossalmente, è del Real Madrid l'occasione più ghiotta a cinque minuti dal termine: il tiro di Kaka,però, viene parato goffamente - e fortunosamente- da Victor Valdes.
Il Real è migliorato rispetto allo scorso anno e gli automatismi di gioco sono decisamente più fluidi,ma il Barça è ancora di un altro pianeta. Lo "special one" ha provato a giocarsela a viso aperto, pressando alto e schierando una formazione votata all'attacco, favorendo, però, il micidiale possesso palla avversario . La rete del pareggio dei catalani è abbastanza emblematica, con la difesa merengues decisamente alta nonostante il gol di vantaggio. Mou ha dimostrato , prima con l'Inter in semifinale di Champions e poi con il Real lo scorso anno, che l'unica soluzione per poter diminuire il potenziale di fuoco blaugrana è la marcatura a uomo su Messi, mentre al Bernabeu la pulce è stato lasciato troppo libero di inventare e incantare. Errore forse di presunzione, visto che il Real , mai come quest'anno, veniva dato alla pari del Barça.Il portoghese è persona estremamente intelligente e saprà correggere gli errori del primo clasico stagionale nelle prossime sfide contro gli eterni rivali. Bravo, anche da un punto di vista tattico, Pep Guardiola, che lascia libertà di svariare a Messi e Sanchez, con il cileno che gioca prevalentemente da punta centrale mentre l'argentino agisce partendo da destra. Immensi , ma non è certo una novità, Xavi e Iniesta : sono loro il vero segreto dei successi del Barça e della nazionale spagnola......
PAGELLE
Real Madrid: Casillas 6 Coentrao 6 Sergio Ramos 5 Pepe 5 Marcelo 5,5 ; Diarra 5 Xabi Alonso 5,5 ; Di Maria 5,5 Ozil 4,5 Ronaldo 5 ;; Benzema 6 Sub.: Kaka 6 Khedira 5,5 Higuain 6 All. Mourinho 5
Barcellona: Victor Valdes 5 Dani Alves 6,5 Pique 6,5 Puyol 7 Abidal 5,5 ; Busquets 6 , Xavi 7,5 , Fabregas 6,5; Iniesta 7,5 , Sanchez 7 , Messi 7 Sub: Keita s.v. Vila s.v. Pedro s.v. All. Guardiola 7
sabato 10 dicembre 2011
WERDER BREMA-WOLFSBURG 4-1
Tutto come pronostico al Weser : il Werder , che in casa ha ottenuto ben ventuno dei ventinove punti fin qui accumulati in classifica, batte nettamente il Wolfsburg, che in trasferta ha raccimolato la miseria di quattro punti in nove partite. Se la vittoria del Werder era preventivabile, la desolante prova del Wolfsburg non era certo auspicabile alla vigilia, visto che gli uomini di Magath erano chiamati a una prova d'orgoglio dopo il deludente pareggio interno contro il Mainz. Invece , per l'ennesima volta negli ultimi due anni e mezzo, la formazione di proprietà Volkswagen, delude , gioca malissimo e subisce l'ennissima batosta. Davvero imbarazzante la prova fornita dalla squadra di Magath, specie nella fase difensiva, dove i due "frangiflutti" Crhis e Josuè hanno fatto acqua da tutte le parti, e la coppia centrale difensiva Madlung-Thoelke si è resa protagonista da una prova degna dalle migliore "Corrida di Corrado", ovvero dilettanti allo sbaraglio. Adesso si aprirà, inevitabilmente, la discussione sul futuro di Magath sulla panchina dei lupi, data l'enorme quantità di errori - tecnici, tattici e di gestione del gruppo - commessi dalla volpe Felix
L'avvio di partita è tutta in tinta Werder, ma gli uomini di Magath sembrano in grado -almeno per il primo quarto d'ora - di poter reggere la pressione avversaria per poi ripartire in velocità sugli esterni con Dejagah e Orozco. La svolta della partita avviene al diciottesimo : Schmitz batte un calcio di punizione da metà campo in direzione Pizarro , il peruviano sfiora impercettibilmente la palla con la testa e costringe un impacciato Benaglio a una corta respinta sui piedi di Sokratis P. che insacca a porta completamente sguarnita. E' il gol del vantaggio dei padroni di casa, il primo in Bundesliga per il greco ex Genoa e Milan , rinato a Brema nel ruolo di terzino destro con licenza di offendere. La reazione del Wolfsburg è veemente : Dejagah, prima, e Orozco, poi, mettano in difficoltà la retroguardia locale .Da annotare anche un'azione insidiosa da calcio d'angolo con protagonista Naldo, che, con un colpo di testa, salva nei paraggi della linea di porta evitando il gol del pareggio . La spinta offensiva del Wolfsburg si esaurisce in questi cinque minuti. Dal ventiduesimo in poi non si annoverano azioni pericolose di Trasch & C, e la gara, molto combatutta fino a quel punto, cala di ritmo. Il gol del raddoppio del Brema arriva all'ultimo minuto del primo tempo, e a segnarlo è - manco a dirlo - Claudio Pizarro : rimessa laterale di Schimtz che si trasforma in un assist per Ignjovski , il tuttofare del Werder dribbla con una facilità disarmante Trasch e serve un assist per il peruviano, che , grazie alla complicità di un Madlung tutt'altro che aggressivo, segna il raddoppio bremese.
In avvio di ripresa il Wolfsburg parte decisamente bene , tanto che dopo soli tre minuti viene - giustamente - annullato un gol al neo-entrato Polter a causa della posizione irregolare di Mandzukic . I lupi , pur non rendendosi pericolosi nei pressi di Wiese, provano ad aumentare la pressione sulla squadra di casa alzando il baricentro di almeno venti metri. La ricerca disperata del gol che potrebbe riaprire la partita, espone i lupi al contropiede avversario. Ed è da una ripartenza che matura il gol del 3-0, con Rosenberg abile a sfruttare un bellissimo e preciso lancio di Bargfrede, autore quest'ultimo di una prova decisamente convicente, la prima da due anni a questa parte.Sono passati solo dieci minuti dalla ripresa delle ostilità, ma la partita è di fatto chiusa. La squadra di Magath sparisce definitivamente dal campo, commette errori a ripetizione e mette in risalto la pochezza tecnica di parecchi dei suoi uomini. Il Werder avrà modo di segnare il gol del 4-0 con il subentrato Arnautovic , che, dopo pochi minuti, fallirà un incredibile possibilità per segnare la doppietta personale . Da segnalare la bella rete della bandiera realizzata da Schafer, che trova il gol con un potente tiro dai trenta metri, grazie anche alla sterile pressione di Prodl.
Il Weser si conferma terreno di difficile conquista , ma il Wolfsburg è apparso di una consistenza infima. Ora gli uomini di Schaaf , fin qui deludenti lontani dalle mura amiche, sono chiamati alla delicatissima trasferta di Gelsenkirchen. Una prova di maturità importante, che ci dirà se questa squadra potrà recitare un ruolo da protagonista in questo campionato, oppure -come più propabile per quanto visto fino ad oggi - un ruolo da comprimaria. Umiliante, per i tifosi del Wolfsburg, la sostituzione al sessantesimo di Sokratis con Arnautovic, avvenuta dopo soli cinque minuti dal raddoppio dei padroni di casa e che ha ulteriormente sbilanciato in avanti il Werder, nonostante il risultato consigliasse l'avvicendamento di un attaccante a favore di un difensore. Un'ulteriore dimostrazione di quanto sia poco considerata insidiosa la squadra di Magath.......
PAGELLE
Werder Brema: Wiese 6 Sokratis 7 Wolf 6,5 Naldo 7 Schmitz 6,5 ; Fritz 6 Bargfrede 7 Ignojvski 7 ; Trinks 5,5 ; Rosenberg 7,5 Pizarro 7 Sub: Arnautovic 6 Prodl 5,5 Wagner s.v. All. Schaaf 7
L'avvio di partita è tutta in tinta Werder, ma gli uomini di Magath sembrano in grado -almeno per il primo quarto d'ora - di poter reggere la pressione avversaria per poi ripartire in velocità sugli esterni con Dejagah e Orozco. La svolta della partita avviene al diciottesimo : Schmitz batte un calcio di punizione da metà campo in direzione Pizarro , il peruviano sfiora impercettibilmente la palla con la testa e costringe un impacciato Benaglio a una corta respinta sui piedi di Sokratis P. che insacca a porta completamente sguarnita. E' il gol del vantaggio dei padroni di casa, il primo in Bundesliga per il greco ex Genoa e Milan , rinato a Brema nel ruolo di terzino destro con licenza di offendere. La reazione del Wolfsburg è veemente : Dejagah, prima, e Orozco, poi, mettano in difficoltà la retroguardia locale .Da annotare anche un'azione insidiosa da calcio d'angolo con protagonista Naldo, che, con un colpo di testa, salva nei paraggi della linea di porta evitando il gol del pareggio . La spinta offensiva del Wolfsburg si esaurisce in questi cinque minuti. Dal ventiduesimo in poi non si annoverano azioni pericolose di Trasch & C, e la gara, molto combatutta fino a quel punto, cala di ritmo. Il gol del raddoppio del Brema arriva all'ultimo minuto del primo tempo, e a segnarlo è - manco a dirlo - Claudio Pizarro : rimessa laterale di Schimtz che si trasforma in un assist per Ignjovski , il tuttofare del Werder dribbla con una facilità disarmante Trasch e serve un assist per il peruviano, che , grazie alla complicità di un Madlung tutt'altro che aggressivo, segna il raddoppio bremese.
In avvio di ripresa il Wolfsburg parte decisamente bene , tanto che dopo soli tre minuti viene - giustamente - annullato un gol al neo-entrato Polter a causa della posizione irregolare di Mandzukic . I lupi , pur non rendendosi pericolosi nei pressi di Wiese, provano ad aumentare la pressione sulla squadra di casa alzando il baricentro di almeno venti metri. La ricerca disperata del gol che potrebbe riaprire la partita, espone i lupi al contropiede avversario. Ed è da una ripartenza che matura il gol del 3-0, con Rosenberg abile a sfruttare un bellissimo e preciso lancio di Bargfrede, autore quest'ultimo di una prova decisamente convicente, la prima da due anni a questa parte.Sono passati solo dieci minuti dalla ripresa delle ostilità, ma la partita è di fatto chiusa. La squadra di Magath sparisce definitivamente dal campo, commette errori a ripetizione e mette in risalto la pochezza tecnica di parecchi dei suoi uomini. Il Werder avrà modo di segnare il gol del 4-0 con il subentrato Arnautovic , che, dopo pochi minuti, fallirà un incredibile possibilità per segnare la doppietta personale . Da segnalare la bella rete della bandiera realizzata da Schafer, che trova il gol con un potente tiro dai trenta metri, grazie anche alla sterile pressione di Prodl.
Il Weser si conferma terreno di difficile conquista , ma il Wolfsburg è apparso di una consistenza infima. Ora gli uomini di Schaaf , fin qui deludenti lontani dalle mura amiche, sono chiamati alla delicatissima trasferta di Gelsenkirchen. Una prova di maturità importante, che ci dirà se questa squadra potrà recitare un ruolo da protagonista in questo campionato, oppure -come più propabile per quanto visto fino ad oggi - un ruolo da comprimaria. Umiliante, per i tifosi del Wolfsburg, la sostituzione al sessantesimo di Sokratis con Arnautovic, avvenuta dopo soli cinque minuti dal raddoppio dei padroni di casa e che ha ulteriormente sbilanciato in avanti il Werder, nonostante il risultato consigliasse l'avvicendamento di un attaccante a favore di un difensore. Un'ulteriore dimostrazione di quanto sia poco considerata insidiosa la squadra di Magath.......
PAGELLE
Werder Brema: Wiese 6 Sokratis 7 Wolf 6,5 Naldo 7 Schmitz 6,5 ; Fritz 6 Bargfrede 7 Ignojvski 7 ; Trinks 5,5 ; Rosenberg 7,5 Pizarro 7 Sub: Arnautovic 6 Prodl 5,5 Wagner s.v. All. Schaaf 7
Wolfsburg: Benaglio 5 Trasch 4,5 Thoelke 4 Madlung 4 Schafer 5,5 ; Josue 4,5 Chris 4,5 , Salihamidzic 4 ; Dejagah 6 , Mandzukic 5 , Orozco 5 Sub: Schindzielorz 5 Polter 5 Jonsson s.v. All.Magath 4,5
giovedì 8 dicembre 2011
CHAMPIONS 11/12: BYE, BYE, UNITED
RED DEVILS IN PURGATORIO- Sir Alex e il suo Manchester, per la terza volta nel loro rapporto ultraventennale, non riescono a qualificarsi agli ottavi di Champions! Red devils fuori al primo turno, evento incredibile e assolutamente impensabile ad agosto, allorquando furono sorteggiati i gironi della Coppa dei Campioni 2011/2012 : Benfica, Basilea e Otelul Galati, non sembravano certo avversari imprescindibili per Rooney & C. E invece , cosa succede? Accade che i red devils, sull'onda di un avvio stagionale di Premier entusiasmante ( vittorie per 3-0 ai danni degli Spurs, 8-2 ai gunners,3-1 ai blues, oltre alla vittoria in Charity Shield 3-2 sui citiziens dopo un iniziale doppio svantaggio), snobbano - o meglio sottovalutano - le avversarie europee, e nelle prime due partite ottengono solo due punti negli scontri contro il Benfica (al "Da Luz") e il Basilea ( clamoroso e convulso 3-3 a Old Trafford ); le successive due vittorie consecutive contro i modestissimi rumeni dell'Otelul, consentono ai campioni d'Inghilterra una pronta risalita in classsifica ,ma il pareggio interno contro il Benfica - che sancisce l'aritmetica qualificazione agli ottavi dei rivali portoghesi - costringe lo Utd alla "gara-spareggio" di ieri a Basilea. Giocarsi il tutto per tutto in trasferta, su un campo ostico, al cospetto di una formazione non eccelsa ma , tuttavia, composta da giocatori molto esperti, poteva comportare dei seri rischi per la giovane squadra di Ferguson,come poi il campo ha puntualmente confermato . La qualificazione è stata letteralmente buttata al vento nelle prime due partite anche per responsabilità di Sir.Alex, fautore di un turn over eccessivo e inopportuno che costringe i red devils al purgatorio dell'Euopa League . Il processo di rinnovamento avviato quest'anno prosegue, ma i problemi ,come recentemente emerso anche in Premier , restano. Da chiarire,nonostante le confortanti prove di Welbeck, la poca fiducia accordata al Chicarito in ambito europeo, mentre nelle prossime settimane dovrà esser prestata la massima attenzione al contraccolpo psicologico causato dalla choc svizzero,anche se l'esperienza e la saggezza del vecchio sir.Alex sono , in tal senso, un'assoluta garanzia.
TRIS TRICOLORE- L'unica nazione che potrà vantare tre rappresentanti negli ottavi di finale , è l'Italia. Un traguardo difficilmente pronosticabile alla vigilia in virtù del difficilissimo girone del Napoli, mentre sulla qualificazione delle milanesi i dubbi erano pressochè inesistenti. La qualificazione dei partenopei,colta a discapito della capolista del campionato più competitvo al mondo, è sicuramente la notizia più bella per il nostro movimento. Oltre ai risultati , vanno rimarcate le convincenti prove fornite dagli uomini di Mazzarri , specie nel doppio confronto contro i citiziens di Roberto Mancini, autore quest'ultimo di alcune dichiarazioni abbastanza discutibili : affermare che il City, dopo tutti i soldi spesi negli ultimi tre anni, non è ancora abituato al palcoscenico della Champions per motivi storici, è ridicolo! Perchè il Napoli,invece, vanta nel suo palmares otto coppe delle grandi orecchie e dieci partecipazioni alla massima competizione europea per club ? Forse il Mancio, che da giocatore ho ammirato come pochi altri, farebbe bene a riflettere su alcuni errori commessi, come, ad esempio, l'abbondante turnover attuato nella decisiva sfida del San Paolo.
SCANDALO A ZAGABRIA- Quello che è successo ieri a Zagabria, o meglio fra l'asse Amsterdam-Zagabria,è semplicemente scandaloso, un evento mai verificatosi in tanti anni di Champions! L'Ajax, forte di un +3 nella differenza reti , riceveva la visita di un Real Madrid già qualificato per gli ottavi, mentre il Lione, con un - 4 nella differenza reti e a tre punti di ritardo dai lancieri, era di scena a Zagabria contro una Dinamo ultima e priva di qualsiasi motivazione. Si partiva quindi da un +7 in differenza reti a favore dell'Ajax , che lasciava presagire una tranquilla qualificazione per gli uomini di De Boer. Quello che poi si è verificato sul campo ha dell'incredibile: Ajax-Real 0-3 , Dinamo-Lione 1-7! Ma cìò che lascia maggiormente perplessi è come sono maturati i risultati : il Real si impegna alla morte e viene aiutata dallla terna arbitrale, che annulla due gol regolari all'Ajax e ne concede uno molto dubbio alle merengues ; a Zagabria va in scena una rappresentazione comica , con la gara che termina 1-1 alla fine del primo tempo , per poi cambiare completamente il corso nella ripresa, dove i francesi segnano tre gol in cinque minuti. Fa scalpore il poco impegno dei croati, che lasciano ampia possibilità di manovra agli avversari ,capaci quest'ultimi di completare la rimonta fino al 7-1 finale, risultato che, in base a quanto avvenuto all'Amsterdam Arena , consente al Lione di accedere agli ottavi.
Una combine! Miglior termine, senza scadere nel volgare, non ci può essere. La foto qui sopra, con il cenno d'intesa lanciato da Vida a Gomis, è un'ulteriore prova della farsa messa in atto dalla due squadre nelle ripresa. Urge una chiara risposta da parte dell'Uefa e del suo presidente, il francese - stimatissimo dai più, ma non certo dal sottoscritto - Platini.......
LE QUALIFICATE- PRIME: Bayern Monaco,Inter, Benfica,Real Madrid,Chelsea,Arsenal,Apoel,Barcellona
SECONDE: Napoli, CSKA Mosca, Basilea,Lione, Bayer Leverkusen, Olympique Marsiglia, Zenit S.Pietroburgo, Milan
Per l'Inter, prima in classifica, si prevede un ottavo abbordabile, anche se sarebbe opportuno evitare il Lione e il Bayer Leverkusen, squadre comunque alla portata dalla formazione di Ranieri.
Le opzioni maggiormente gradite da Napoli e Milan sono sicuramente l'Apoel e il Benfica, da evitare assolutamente il Real, il Barça (per il Napoli) e il Bayern ( per il Milan) , senza dimenticare il redivivo Chelsea, che con il Drogba dell'ultima settimana può ancora dire la sua. Se non si pescano i ciprioti o i lusitani, anche i gunners costituirebbero un ostacolo non insommortabile, ma,comunque, pur sempre da temere.
TRIS TRICOLORE- L'unica nazione che potrà vantare tre rappresentanti negli ottavi di finale , è l'Italia. Un traguardo difficilmente pronosticabile alla vigilia in virtù del difficilissimo girone del Napoli, mentre sulla qualificazione delle milanesi i dubbi erano pressochè inesistenti. La qualificazione dei partenopei,colta a discapito della capolista del campionato più competitvo al mondo, è sicuramente la notizia più bella per il nostro movimento. Oltre ai risultati , vanno rimarcate le convincenti prove fornite dagli uomini di Mazzarri , specie nel doppio confronto contro i citiziens di Roberto Mancini, autore quest'ultimo di alcune dichiarazioni abbastanza discutibili : affermare che il City, dopo tutti i soldi spesi negli ultimi tre anni, non è ancora abituato al palcoscenico della Champions per motivi storici, è ridicolo! Perchè il Napoli,invece, vanta nel suo palmares otto coppe delle grandi orecchie e dieci partecipazioni alla massima competizione europea per club ? Forse il Mancio, che da giocatore ho ammirato come pochi altri, farebbe bene a riflettere su alcuni errori commessi, come, ad esempio, l'abbondante turnover attuato nella decisiva sfida del San Paolo.
SCANDALO A ZAGABRIA- Quello che è successo ieri a Zagabria, o meglio fra l'asse Amsterdam-Zagabria,è semplicemente scandaloso, un evento mai verificatosi in tanti anni di Champions! L'Ajax, forte di un +3 nella differenza reti , riceveva la visita di un Real Madrid già qualificato per gli ottavi, mentre il Lione, con un - 4 nella differenza reti e a tre punti di ritardo dai lancieri, era di scena a Zagabria contro una Dinamo ultima e priva di qualsiasi motivazione. Si partiva quindi da un +7 in differenza reti a favore dell'Ajax , che lasciava presagire una tranquilla qualificazione per gli uomini di De Boer. Quello che poi si è verificato sul campo ha dell'incredibile: Ajax-Real 0-3 , Dinamo-Lione 1-7! Ma cìò che lascia maggiormente perplessi è come sono maturati i risultati : il Real si impegna alla morte e viene aiutata dallla terna arbitrale, che annulla due gol regolari all'Ajax e ne concede uno molto dubbio alle merengues ; a Zagabria va in scena una rappresentazione comica , con la gara che termina 1-1 alla fine del primo tempo , per poi cambiare completamente il corso nella ripresa, dove i francesi segnano tre gol in cinque minuti. Fa scalpore il poco impegno dei croati, che lasciano ampia possibilità di manovra agli avversari ,capaci quest'ultimi di completare la rimonta fino al 7-1 finale, risultato che, in base a quanto avvenuto all'Amsterdam Arena , consente al Lione di accedere agli ottavi.
Una combine! Miglior termine, senza scadere nel volgare, non ci può essere. La foto qui sopra, con il cenno d'intesa lanciato da Vida a Gomis, è un'ulteriore prova della farsa messa in atto dalla due squadre nelle ripresa. Urge una chiara risposta da parte dell'Uefa e del suo presidente, il francese - stimatissimo dai più, ma non certo dal sottoscritto - Platini.......
LE QUALIFICATE- PRIME: Bayern Monaco,Inter, Benfica,Real Madrid,Chelsea,Arsenal,Apoel,Barcellona
SECONDE: Napoli, CSKA Mosca, Basilea,Lione, Bayer Leverkusen, Olympique Marsiglia, Zenit S.Pietroburgo, Milan
Per l'Inter, prima in classifica, si prevede un ottavo abbordabile, anche se sarebbe opportuno evitare il Lione e il Bayer Leverkusen, squadre comunque alla portata dalla formazione di Ranieri.
Le opzioni maggiormente gradite da Napoli e Milan sono sicuramente l'Apoel e il Benfica, da evitare assolutamente il Real, il Barça (per il Napoli) e il Bayern ( per il Milan) , senza dimenticare il redivivo Chelsea, che con il Drogba dell'ultima settimana può ancora dire la sua. Se non si pescano i ciprioti o i lusitani, anche i gunners costituirebbero un ostacolo non insommortabile, ma,comunque, pur sempre da temere.
lunedì 5 dicembre 2011
BUNDESLIGA 15 GIORNATA : IL PUNTO
VETTA BAVARESE-C'era grande attesa per questo turno di Bundesliga, grazie al Borussia-derby e a al "classicone"" Bayern-Werder. La curiosità era vedere chi, alla ore 17,30 di sabato, si sarebbe ritrovato in vetta alla graduatoria della Bundesliga, campionato che, come già ampiamente detto, appariva già deciso solo un mese fa. Alla fine in vetta ritroviamo il Bayern, che batte nettamente il Werder e riscatta la deludente prova di domenica scorsa a Mainz. Vittoria meritata quella dei bavaresi, trascinati da un Ribery immenso, mai così efficace neppure nel suo primo anno tedesco, quando con Toni e Klose , trascinò il Bayern alla riconquista del Meisterschale dopo il deludente quinto posto della stagione precedente.
Nel primo tempo la supremazia bavarese è stata imbarazzante , anche se le occasioni da gol non sono state numerosissime, tanto che gli uomini di Heynckes chiudono il primo tempo in vantaggio di una sola rete. La ripresa inizia con un cambio nelle file del Werder : fuori l'irritante - e inconcludente - Arnautovic, dentro Rosenberg. Il cambio da vivacità alla squadra , che nei primi minuti della ripresa appare più propositiva, grazie anche a un Bayern distratto con la testa ancora negli spogliatoi, e ottiene il gol del pareggio con Rosenberg, bravo a creare il panico sulla trequarti avversaria e a traffigere con un tiro da fuori Neur, non irreprensibile nella circostanza. Il Werder sembra crederci , ma il buon vecchio Jupp pensa bene di modificare l'inerzia della gara effettuando una sostituzione : fuori Alaba -ancora deludente, anche se merita mezzo voto in più per il lancio che innesta l'azione del primo gol bavarese - dentro Robben. L'ingresso dell'olandese cambia il volto dell'incontro, e il Bayern a venti minuti dal termine ottiene un discusso calcio di rigore per fallo di Wolf ai danni di Muller : dal dischetto Robben non perdona e porta in vantaggio i padroni di casa. Il Werder incassa il gol e sparisce dal rettangolo di gioco, tanto da subire altre due reti da Ribery e Robben (sempre su rigore il gol dell'olandese). Finisce 4-1 , ma il Bayern ha confermato tutta la sua fragilità difensiva , ingigantita dalle assenze di Schweinsteiger e Tymoschuk : con la coppia Alaba-Luiz Gustavo davanti alla difesa, abbinata alla non eccelsa coppia centrale difensiva Badstuber-Van Buyten, la coppa dalle grandi orecchie resterà una chimera per i tifosi biancorossi; appare del tutto evidente e necessario un intervento a gennaio in sede di calcio-mercato, per poter rinforzare la difesa e la mediana. Il Werder conferma la croniche difficoltà fin qui riscontrate lontano dal Wieser , e perde la quarta posizione in classifica - ultima valida per la qualificazione alla prossima Champions - appannaggio dello Schalke.
L'inedita sfida al vertice fra i due Borussia, che solo dodici mesi era un testa-coda, finisce in parità, ma gli uomini di Klopp si fanno preferire. Il Gladbach , nonostante l'assenza di Reus, gioca comunque una buona gara ,trascinato dal terzetto Arango-Hermann-Hanke, molto bravi a muoversi dietro all'unica punta Bobadilla. Gara molto bella, dominata dal gran ritmo imposto dalle due squadre. Da sottolineare l'ottima prova di Dante nelle file dei fohlen e di Hummels nelle file schwarzgelben.
EUROZONA- Chi riesce ad approfittare del passo falso del Werder è lo Schalke, che regola con un perentorio 3-1 l'Ausburg. Buona prova dell'inedito tridente Raul-Huntelaar-Pukki, con l'ex madridista alle spalle dei due compagni di reparto. La presenza in campo del giovane Pukki a discapito di Marica , fa sorgere spontanea una domanda : a cosa è servito l'acquisto dallo Stoccarda dell'attaccante rumeno? L'unica risposta plausibile, è che l'acquisto dell'ex giocatore dello Shaktar sia stato funzionale alla cessione di Edu, attaccante brasiliano dai piedi di balsa, che , però, verrà ricordato come un eroe per la notte di Champions contro l'Inter.
Importante anche l'affermazione del Bayer contro l'Hoffenheim, che rilancia le ambizioni europee dalla squadra di Dutt, già qualificata agli ottavi di Champions in un girone dove erano comprese le più blasonate Chelsea e Valencia. Sempre più pericolosa , invece, la classifica dell'Hoffenheim, squadra autrice di un folgorante avvio di stagione e ora a sole quattro lunghezze dalla zona retrocessione.
Iniziano a perdere contatto con la "zona-coppa" lo Stoccarda e l'Hannover : gli svevi non vanno oltre il 2-2 interno contro il Colonia, mentre l'Hannover impatta 1-1 sul campo del disperato Friburgo. Ancora note positive da Podolski ,autore di una doppietta e giunto a quota 11 nella capocannonieri, e Cissè , autore del gol del pareggio che gli consente di incrementare a quota 9 il bottino di gol in Bundes.
HOT-ZONE- E sono sei! Grazie alla vittoria ottenuta nello scontro diretto contro il Norimberga, l'Amburgo porta a sei la striscia positiva in Bundes (otto se si considerano anche le coppe) , vola a +3 dalla zona play-out , raggiunge in classifica il Colonia e il Wolfsburg e vede a una sola lunghezza il tanto decantato - a inizio stagione - Hoffenheim. Molto positiva la prova del "Barbaro" Guerrero, apparso in netta ripresa nelle ultime settimane e autore del gol, il terzo personale in questa Bundesliga, che sblocca la partita . Per il Norimberga, smantellato dal mercato estivo, prosegue il campionato di estrema sofferenza che tutti gli addetti ai lavori pronosticavano alla vigilia.
Il Wolfsburg, inguiato nelle zone di bassa classifica come lo scorso anno, pareggia contro il Mainz dopo esser stato in vantaggio di due reti. Un risultato che può esser visto - in chiave ironica- come un progresso per i lupi, visto che lo scorso campionato furono capaci di perdere in casa con il Mainz per 3-4 , dopo esser stati in vantaggio 3-0. Magath si ostina a non fare giocare Helmes, ma l'ex Leverkusen servirebbe eccome a questa squadra, troppo Mandzukic dipendente là davanti. Per concludere , ottimo punto dell'Hertha sul campo del Lautern, che consente ai berlinesi di mantenersi a distanza di sicurezza dalla zona caldissima della classifica
domenica 4 dicembre 2011
FEYENOORD-PSV 2-0
Come spesso capita, è stato un mezzogiorno di fuoco in Eredivisie, grazie a una grande classica del calcio olandese : Feyenoord-PSV Eindhoven. La gara si presentava equilibrata, ma i risultati ottenuti in avvio di stagione ,abbinati a una rosa sicuramente più competitiva, vedevano favoriti gli uomini di Fred Rutten, secondi in classifica e alla disperata rincorsa della capolista AZ. Per il Feyenoord questa gara, già di per sè prestigiosa e importante, è particolarmente sentita da almeno un anno, visto che di questi tempi - il 24/10/10 - la formazione di Rotterdam subì un clamoroso e pesantissimo 10-0 in casa dei rivali odierni.
L'avvio di partita è decisamente nella mani del PSV, padrone del campo grazie a un maggior possesso palla ma praticamente inesistente in fase offensiva. Il Feyenoord resta ordinato nella propria metà campo per poi ripartire in contropiede, e grazie a questa tattica crea sempre grossa apprensione alla distratta retroguardia del PSV. Il gol del vantaggio avviene a cinque minuti del termine: Toivonen prova in orizzontale a cambiare il gioco in direzione Manolev, ma il passaggio suicida viena intercettato di testa da Cissè , per poi giungere a Guidetti, che attende l'arrivo in corsa dell'ivoriano e lo serve con un assist dentro l'area di rigore, dove il numero 23 dei padroni di casa batte Isaksson sotto le gambe. Il gol del vantaggio galvanizza la squadra di Koeman, che nel finale si rende particolarmente insidiosa in un paio di circostanze.
La ripresa inizia senza nessuna novità nelle due formazioni, anche se la sterilità offensiva del PSV avrebbe consigliato l'inserimento del vecchio Venegoor of Hesselink. La gara, già molto interessante nella prima frazione, è ancora più spettacolare nella ripresa , grazie a un PSV ancora più spregiudicato che lascia parecchi spazi al contropiede avversario. Ed è proprio da una azione di contropiede, all'apparenza sterile, che scaturisce il gol del raddoppio del Feyenoord : il terzino Williems temporeggia troppo e si fa recuperare in velocità dello scatenato Schaken, che s'impossessa della palla nei pressi della linea di fondo campo, entra in area di rigore e batte Isaksoon sul primo palo. Nell'ultima mezz'ora fioccano le occasioni da una parte e dall'altra, ma il risultato non cambia.
Il Feyenoord vince una partita importante che la rimette in corsa per un posto nella prossima Champions League : molto buone le prove degli esterni Cissè e Schaken, aiutati da uno straordinario Guidetti , attaccante dallo spiccato senso tattico e sempre pronto a sacrificarsi per il bene della squadra; bene anche la fase difensiva , con l'intera linea a quattro particolarmente attenta e organizzata, evento non sempre verificatosi in questa stagione. Il PSV è stato punito da errrori - grossolani - di due suoi giocatori (Toivonen e Williems), ma ha giocato una discreta partita, dove l'esterno sinistro Martens si è messo in particolare evidenza e avrebbe meritato di segnare almeno un gol. Da rivedere la fase difensiva in situazione di possesso palla, anche perchè non si possono concedere così tante occasioni sugli esterni al Feyenoord, squadra che, come sanno anche i sassi, ha il suo punto di forza nella velocità di Schaken e Cissè .
PAGELLE:
Feyenoord: Mulder 6,5 Leerdam 6,5 Vlaar 6,5 Martins Idi 7 Nelom 7 ; Clasie 6,5 El Ahmadi 6 Bakkal 6 ; Schaken 7,5 Cissè 7,5 Guidetti 6,5 Sub: Cabral 6 Mokotjo s.v. Van Hareen s.v All. Koeman 6,5
PSV Eindhoven: Isaksson 5,5 Manolev 5 Derijck 6 Bouma 6 Willems 4,5 ; Strootman 6 Wijnaldum 6,5 ; Labyad 5 Toivonen 4,5 Martens 7; Matavz 5 Sub: Lens 5 Engelaar 6 Vennegoor of Hesselink 6 All. Rutten 6
L'avvio di partita è decisamente nella mani del PSV, padrone del campo grazie a un maggior possesso palla ma praticamente inesistente in fase offensiva. Il Feyenoord resta ordinato nella propria metà campo per poi ripartire in contropiede, e grazie a questa tattica crea sempre grossa apprensione alla distratta retroguardia del PSV. Il gol del vantaggio avviene a cinque minuti del termine: Toivonen prova in orizzontale a cambiare il gioco in direzione Manolev, ma il passaggio suicida viena intercettato di testa da Cissè , per poi giungere a Guidetti, che attende l'arrivo in corsa dell'ivoriano e lo serve con un assist dentro l'area di rigore, dove il numero 23 dei padroni di casa batte Isaksson sotto le gambe. Il gol del vantaggio galvanizza la squadra di Koeman, che nel finale si rende particolarmente insidiosa in un paio di circostanze.
La ripresa inizia senza nessuna novità nelle due formazioni, anche se la sterilità offensiva del PSV avrebbe consigliato l'inserimento del vecchio Venegoor of Hesselink. La gara, già molto interessante nella prima frazione, è ancora più spettacolare nella ripresa , grazie a un PSV ancora più spregiudicato che lascia parecchi spazi al contropiede avversario. Ed è proprio da una azione di contropiede, all'apparenza sterile, che scaturisce il gol del raddoppio del Feyenoord : il terzino Williems temporeggia troppo e si fa recuperare in velocità dello scatenato Schaken, che s'impossessa della palla nei pressi della linea di fondo campo, entra in area di rigore e batte Isaksoon sul primo palo. Nell'ultima mezz'ora fioccano le occasioni da una parte e dall'altra, ma il risultato non cambia.
Il Feyenoord vince una partita importante che la rimette in corsa per un posto nella prossima Champions League : molto buone le prove degli esterni Cissè e Schaken, aiutati da uno straordinario Guidetti , attaccante dallo spiccato senso tattico e sempre pronto a sacrificarsi per il bene della squadra; bene anche la fase difensiva , con l'intera linea a quattro particolarmente attenta e organizzata, evento non sempre verificatosi in questa stagione. Il PSV è stato punito da errrori - grossolani - di due suoi giocatori (Toivonen e Williems), ma ha giocato una discreta partita, dove l'esterno sinistro Martens si è messo in particolare evidenza e avrebbe meritato di segnare almeno un gol. Da rivedere la fase difensiva in situazione di possesso palla, anche perchè non si possono concedere così tante occasioni sugli esterni al Feyenoord, squadra che, come sanno anche i sassi, ha il suo punto di forza nella velocità di Schaken e Cissè .
PAGELLE:
Feyenoord: Mulder 6,5 Leerdam 6,5 Vlaar 6,5 Martins Idi 7 Nelom 7 ; Clasie 6,5 El Ahmadi 6 Bakkal 6 ; Schaken 7,5 Cissè 7,5 Guidetti 6,5 Sub: Cabral 6 Mokotjo s.v. Van Hareen s.v All. Koeman 6,5
PSV Eindhoven: Isaksson 5,5 Manolev 5 Derijck 6 Bouma 6 Willems 4,5 ; Strootman 6 Wijnaldum 6,5 ; Labyad 5 Toivonen 4,5 Martens 7; Matavz 5 Sub: Lens 5 Engelaar 6 Vennegoor of Hesselink 6 All. Rutten 6
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