BARCELLONA-ESPANYOL 1-0 - Barcellona per mantenere salda la vetta della classifica in attesa del match di martedì, in Champions, che lo vedrà opposta al Milan. Espanyol, invece, alla ricerca del punticino che, per quanto visto in quest’avvio di stagione, avrebbe del miracoloso. I precedenti, d’altronde, parlano chiaro: solo due volte, infatti, l’Espanyol ha espugnato il Camp Nou, l’ultima, nel 2009, da ultimo in classifica grazie ad uno strepitoso Ivan de la Pena. Blaugrana in formazione tipo, con Montoya, a sinistra, chiamato a sostituire gli infortunati Alba e Adriano, mentre gli ospiti rinunciano a parecchi giocatori offensivi sulla trequarti, a conferma della gara estremamente conservativa impostata da Aguirre.
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sabato 2 novembre 2013
sabato 26 ottobre 2013
sabato 7 settembre 2013
CALCIOMERCATO- LE SPESE FOLLI, IL FAIR-PLAY E PLATINI: E SE SON LORO A FARE GLI "ITALIANI"?
CALCIOMERCATO2013- E' finito il calciomercato estivo. Alleluja, Alleluja. E c'è chi (non certo noi) già attende con ansia i primi di novembre, quando l'odore di castagne e i colori dell'autunno accompagnano le prime voci incontrollate e i primi abbozzi di trattativa, mentre il "tifoso" già sogna di poter rimediare (o migliorare) la classifica della propria squadra grazie all'acquisto di qualche utile pedina. E nel frattempo, chissà quanti allenatori saranno stati esonerati. Quanti "Zamparini di tutto il mondo" avranno dato il benservito al proprio tecnico, nonostante i buoni propositi di inizio stagione accompagnati dall'immancabile frase del "progetto a lunga scadenza".
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mercoledì 24 luglio 2013
Bayern Monaco-Barcellona 2-0: debutto positivo per Pep all’Allianz, Barça troppo rimaneggiato
ULI HOENESS CUP: BAYERN MONACO-BARCELLONA 2-0 – Debutto positivo per Pep Guardiola all’Allianz Arena. Il tecnico catalano, in un match particolarmente sentito contro il “suo” Barcellona, trae spunti interessanti in vista della Supercoppa tedesca in programma sabato contro il Borussia Dortmund. Lo schieramento tattico, da molti interpretato come un 4-1-4-1, è parso molto più simile al 4-3-3 “classico” di Pep, con Kroos vertice basso, Lahm e Thiago intermedi, Robben e Ribery larghi sulle fasce e Muller nel ruolo di “finto nueve”; in difesa, complice lo spostamento – con risultati egregi – di Lahm a centrocampo, spazio a Rafinha sulla destra, coppia centrale Boateng-Dante, Alaba esterno basso a sinistra.
sabato 18 maggio 2013
COPA DEL REY, REAL MADRID-ATLETICO MADRID 1-2: IL PAGELLONE
Quattordici anni. Tanto è il tempo passato dall'ultimo successo ottenuto dai colchoneros sugli odiati cugini. Ieri, al termine di un match decisamente godibile e dominato per lunghi tratti dal Real, la sponda biancorossa di Madrid ha potuto liberare un urlo irrefrenabile, tenuto in petto per un periodo troppo lungo. I tifosi ventenni dell'Atletico, infatti, non sapevano cosa volesse dire battere il Real. Oggi l'hanno scoperto nel miglior modo possibilie: vincere in casa del nemico, in una finale della coppa del Rey, dopo che il Real ha colto tre pali ed ha costretto Courtois a tre miracoli, da un gusto unico al successo ottenuto e lo rende per sempre indelebile nella mente di ogni colchoneros. Una gioia più grande delle due Europa League conquistate nel recente passato. E che consegna, definitivamente, Diego Pablo Simeone alla storia del club biancorosso: fra campo e panchina, il Cholo ha conquistato una Liga, due Coppe di Spagna, una Europa League e una Supercoppa Europea. Una bandiera del club colchoneros, che ieri, in conferenza stampa, ha ribadito tutto l'amore per i colori della squadra del Calderon: " Scommetto che ogni tifoso dell'Atletico avrebbe pagato di tasca sua per rimanere in astinenza di derby per quattordici anni, e poi vincerlo come abbiamo fatto noi stasera. Dopo che il Real ha colto tre pali e ha costretto il nostro portiere a dei difficili interventi". Chapeau, Cholo.
LE PAGELLE
LE PAGELLE
sabato 13 aprile 2013
BETIS- SIVIGLIA 3-3 : CHE DERBY!
Betis per restare agganciato al sogno Champions. Siviglia per sperare ancora nel sesto posto che significa Europa League. Obiettivi differenti, ma in comune la necessità di vincere per entrare in Europa: il derby, quindi, promette scintille.
domenica 10 marzo 2013
LIGA, 27.A GIORNATA: ATHLETIC BILBAO - VALENCIA 1-0
L’Athletic rompe l’incantesimo, e dopo tre anni supera il Valencia al San Mamés. I due tecnici schierano le formazioni attese alla vigilia: baschi in campo con Aduriz prima punta, Ibai Gomez e Susaeta esterni offensivi, davanti alla difesa stazionano Iturraspe e San Jose, mentre De Marcos gioca lievemente avanzato, quasi a formare un 4-2-3-1 piuttosto che il classico 4-3-3; gli ospiti, invece, optano per Valdez titolare al posto di Soldado, con il trio composto da Feghouli-Banega-Piatti a supporto.
sabato 2 marzo 2013
LIGA, 26.A GIORNATA, IL CLASICO: REAL MADRID-BARCELLONA 2-1
Il Real, per la quinta volta consecutiva, esce imbattuto dall’eterna sfida contro gli odiati rivali blaugrana. Un successo che fa seguito al pesante 3-1 ottenuto al Camp Nou, in Copa del Rey, solo tre giorni fa e conferma il momento particolarmente delicato del Barcellona, ormai lento, compassato e decisamente previdibile. Sin dalla lettura delle formazioni si intuisce che per Mou questa sfida – nonostante l’immenso prestigio – è solo un passaggio in vista del match di martedì all’Old Trafford, quando le merengues si giocheranno la qualificazione ai quarti di Champions League: il portoghese, infatti, opta per un ampio turn-over, con CR7, Khedira e Ozil in panchina. Nel Barça, oltre al’indisponibile Xavi, vanno in panchina Puyol e Fabregas, mentre scendono in campo i “canterani” Pedro e Thiago.
sabato 23 febbraio 2013
DERBY BASCO: ATHLETIC BILBAO- REAL SOCIEDAD 1-3
Era dal lontano giugno 2001 che la Real Sociedad non espugnava il San Mamès. Oggi, al cospetto di un Athletic disastroso in fase difensiva, la squadra di San Sebastiàn ha ottenuto una vittoria preziosa, che le consente di consolidarsi nelle posizioni di respiro europeo. Ma, al di là del differente blasone delle due contendenti, la vittoria della squadra di Montanier non è giunta inaspettata: nelle ultime quindici partite la squadra ospite ha perso in una solo occasione (4-3 al Bernabeu), mentre i locali nelle ultime due partite hanno accusato altrettante sconfitte.
sabato 22 dicembre 2012
LIGA, 17.A GIORNATA: MALAGA-REAL MADRID 3-2
| Mourinho incita i suoi. Alle sue spalle il panchinaro Casillas! |
Storico successo del Malaga, che per la prima volta nella sua storia batte il Real. Le boquerones, infatti, non erano mai riuscite nell’impresa di battere le merengues: né in casa, né in trasferta; né in campionato, né in coppa del Rey. Una squadra, quella andalusa, guidata da una dirigenza di finti sceicchi (rivelatesi in realtà dei beduini) e condotta in panchina da un allenatore chiamato Pellegrini. Ma questo Malaga non fa certo ridere gli avversari, come ben sanno anche dalle parti di Milanello. E il suo allenatore, con quel cognome dall’appeal praticamente inesistente, oggi si è preso la rivincita più grande della sua carriera: battere il Real, squadra che lo scaricò senza indugi per far posto al maestro di Setubal, fresco trionfatore (all’epoca) della coppa delle grandi orecchie.
domenica 16 settembre 2012
LIGA QUARTA GIORNATA: SIVIGLIA-REAL MADRID 1-0
| CR7 al tappeto: avvio stagionale da incubo per il Real |
OTTO PUNTI IN QUATTRO PARTITE- Cade ancora il Real di Mou. Seconda trasferta e seconda sconfitta, o addirittura tre sconfitte su tre se consideriamo anche la supercoppa spagnola (2-3 sul campo del Barça). E oggi, complice il netto successo (1-4) del Barça sul campo del Getafe, il ritardo delle merengues sui catalani è salito a otto punti. A fare la differenza è il ruolino di marcia delle due grandi: il Real, ha vinto solamente in una occasione, a fronte di due sconfitte e un pareggio; il Barça, invece, viaggia a passo spedito e oggi ha ottenuto la quarta vittoria in altrettante partite disputate. Preoccupa, da un punto di vista tattico, la totale mancanza di idea del centrocampo merengues che, contro un Siviglia ben schierato nella fase di non possesso, non è riuscito ad inventare nulla di buono; le uniche azioni pericolose del Real nella prima frazione sono state generate da calci da fermo o da lanci lunghi a scavalcare la mediana avversaria. Bene, invece, il Siviglia, anche se deve dimostrare di saper giocare anche un altro tipo di calcio: non tutte le squadre scenderanno al Pizjuan per fare risultato e, di conseguenza, il 4-5-1 (di contenimento) proposto stasera potrebbe risultare insufficiente, in futuro, per cogliere l'intera posta in palio.
PRIMO TEMPO EMOZIONANTE- Mou, nonostante l'imminente impegno di Champions ( martedì, contro il Manchester City), decide di schierare la miglior formazione possibile, eccezion fatta per il neo-acquisto Modric che si accomoda in panchina. Michel, allenatore del Siviglia e bandiera del Real da giocatore, decide di schierare un attento 4-5-1, con Negredo unica punta e il funambolico Jesus Navas esterno destro con licenza di svariare su tutto il fronte d'attacco.
Pronti, via e Real subito sotto: calcio d'angolo battuto dall'ex Schalke, Ivan Rakitic, Di Maria si lascia sfuggire la marcatura di Trochowski, che si inserisce con tempismo perfetto nell'area delle merengues e sigla il gol del vantaggio locale. E' una mazzata per gli uomini di Mou, che appaiano molto nervosi. Al quinto minuto, si scatena un parapiglia nella trequarti del Siviglia, ma il duro faccia a faccia fra Higuain e Navarro non ha, per fortuna, conseguenze negative. Il Real si affida al suo uomo migliore, Cristiano Ronaldo, per cercare di pervenire al più presto al pareggio, ma Palop - al 9° su una punizione e al 10° su un potente tiro da fuori area- si esalta e nega la gioia del gol al portoghese. Insistono le merengues, che vanno vicino al gol del pareggio con Higuain in due circostanze : al 17° non sfrutta a dovere un invitante assist di Marcelo dalla sinistra ed effettua un colpo di testa che si spegne a lato alla destra del portiere; al 20°, è bravo a liberarsi di Spahic in area di rigore ma non è altrettanto abile nel calciare, visto che la palla finisce abbondantemente sopra la traversa. Il Siviglia prova a farsi pericoloso con ficcanti azioni di contropiede dalla fascia destra, ma gli inserimenti in area di Cicinho e Jesus Navas non trovano impreparato Casillas, bravo nel respingere in due le sortite dei laterali avversari in due circostanze. La furia merengues si affiolisce, e il Siviglia, seppur timidamente, prova a costruire gioco. Al 33° Casillas è bravo a respingere un insidioso tiro "schiacciato" di Trochowski, mentre dopo pochi minuti è Jesus Navas a creare il panico nella trequarti ospite, ma quattro uomini di Mou lo accerchiano al limite dell'area di rigore e l'azione perde di pericolosità. Azione da moviola, e forse da prova televisiva, al minuto quarantadue. Rakitic e Di Maria danno vita ad un duro scontro a metà campo: l'argentino subisce il fallo del croato, ma si alza repentinamente e dà la sensazione di colpire con un pugno l'avversario; l'arbitro decide di ammonire il solo giocatore del Siviglia, ma la reazione dell'ex Aguias andava punita con un cartellino rosso, visto l'intenzionalità del gesto.
NON BASTA MODRIC- Nella ripresa lo "special one" opta per due cambi immediati: fuori Di Maria ( nervoso e poco determinante) e Ozil ( assolutamente sottotono), dentro Benzema e Modric, quest'ultimo al debutto in maglia merengues. Ed è proprio il croato a rendere subito avvincente la ripresa al 51°, ma il suo tiro dai venticinque metri si spegne sul palo a portiere avversario battuto. L'ingresso dell'ex Spurs, giocatore meno offensivo di Ozil, porta maggior equilibrio nel centrocampo di Mourinho, a discapito, però, della pericolosità offensiva. Passa solo un minuto ed è Negredo ad aver una buona possibilità, ma il numero nove sivigliano chiude troppo il destro e il tiro in diagonale termina lontano alla destra del palo. Il Real domina la scena per i successivi dieci minuti: al 59°, Ramos non riesce ad insaccare di testa un tiro-cross dalla destra di Benzema, mentre cinque minuti più tardi è Higuain a non sfruttare a dovere una buona opportunità. Dopo quindici minuti di dominio, il Real tira un po' i remi in barca e il Siviglia, ben protetto dalla mediana formata da Medel e Maduro, riesce a contenere i più quotati avversari. L'ultimo episodio degno di nota arriva all'80°: dalla trequarti, Higuain effettua un bel lancio per Cristiano Ronaldo in direzione dell'area di rigore, il portoghese viene anticipato in estirada dall'ottimo Navarro e crolla nell'area avversaria, ma l'arbitro, nonostante le proteste, non concede giustamente l'estrema punizione.
PAGELLE:
SIVIGLIA: Palop 7, Cicinho 6,5, Botia 6,5, Spahic 5,5, Navarro 7; Jesus Navas 7,5, Rakitic 6,5, Medel 6,5, Maduro 6,5, Trochowski 6,5; Negredo 5,5 Sub.: Manu 6, Luna s.v., Kondogbia s.v. All.Michel 6,5
REAL MADRID: Casillas 6,5, Arbeloa 5,5, Sergio Ramos 6, Pepe 6,5, Marcelo 5,5; Khedira 5, Xabi Alonso 5; Di Maria 5, Ozil 5, Cristiano Ronaldo 6,5; Higuain 5,5 Sub: Modric 6, Benzema 5,5, Callejon 6 All.Mourinho 5,5
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domenica 11 dicembre 2011
Real Madrid- Barcellona 1-3
La Liga è un campionato che si decide in due partite, ma non sono due confronti qualunque,se consideriamo che si sfidano le due squadre più forti al mondo. Real-Barça è tradizione, rivalità infinita e , almeno dallo scorso anno, una sfida per la supremazia continentale.
Quest'anno, forse per la prima volta nell'era Guardiola, i bookmakers davano leggermente favorito il Real , che in caso di vittoria avrebbe portato a sei punti - con una gara da recuperare - il vantaggio sugli odiati rivali blaugrana. Un potenziale +9 che deve aver dato la testa a Mourinho, che schiera una formazione ultraoffensiva con il chiaro intento di pressare alto il Barça. Tattica che si rivelerà fruttuosa solo dopo trenta secondi dall'avvio del match, con il gol di Benzema viziato da un clamoroso errore di Victor Valdes, che serve un clamoroso assist alle merengeus disturbato, forse, dall'ormai tristamente noto laser verde. In tutta la partita l'unico a soffrire il pressing alto del Real è il portiere catalano, mentre la tecnica straordinaria dei vari Pique, Puyol, Xavi & C. riesce a rendere la pressione del Real molto sterile : i blaugrana , una volta superata la prima linea di pressione avversaria , riescono a giocare come vogliono , e solo un Contreao decisamente in palla rende leggermente più complicato il compito degli uomini di Guardiola, chiamati a recuperare il gol di svantaggio . Il Real , comunque, si fa leggermente preferire nei primi venticinque minuti , se non altro per le occasioni da gol create - ma non concretizzate - da Benzema e Cristiano Ronaldo. Il match cambia completamente volto al trentesimo : Messi crea il panico nella metà campo avversaria e serve uno splendido assist a Sanchez, che raccoglie il pallone con uno splendido taglio e , nonostante il tentativo disperato in scivolata di Contreao, batte Casillas nell'angolino lontano. Il Barça pareggia e nulla sarà più come prima. Il primo tempo termina in parità ed è caratterizzato da molti scontri a centrocampo e dal pressing forsennato delle due squadre, anche se appare del tutto evidente la supremazia del Barcellona.
In avvio di ripresa il Real Madrid si fa notare dalle parti di Victor Valdes con Pepe e Ronaldo, senza creare grossi grattacapi al portiere catalano. Il Barça resta comunque padrone del campo, e la supremazia territoriale viene premiata al settimo della ripresa, quando un tiro da fuori area di Xavi viene deviata da Marcelo e batte l'incolpevole Casillas : Real 1 Barça 2 . Il Real accusa il colpo, e a nulla serve l'ingresso in campo di Kaka al posto dell'impalpabile Ozil. I blaugrana dominano e riescono a trovare il terzo gol dell'incontro con Fabregas, bravissimo ad anticipare Coentrao e a capitalizzare al meglio un cross telecomandato di Dani Alves. Negli ultimi venti minuti il Barça va vicino al pokerissimo in almeno tre circostanze, ma , paradossalmente, è del Real Madrid l'occasione più ghiotta a cinque minuti dal termine: il tiro di Kaka,però, viene parato goffamente - e fortunosamente- da Victor Valdes.
Il Real è migliorato rispetto allo scorso anno e gli automatismi di gioco sono decisamente più fluidi,ma il Barça è ancora di un altro pianeta. Lo "special one" ha provato a giocarsela a viso aperto, pressando alto e schierando una formazione votata all'attacco, favorendo, però, il micidiale possesso palla avversario . La rete del pareggio dei catalani è abbastanza emblematica, con la difesa merengues decisamente alta nonostante il gol di vantaggio. Mou ha dimostrato , prima con l'Inter in semifinale di Champions e poi con il Real lo scorso anno, che l'unica soluzione per poter diminuire il potenziale di fuoco blaugrana è la marcatura a uomo su Messi, mentre al Bernabeu la pulce è stato lasciato troppo libero di inventare e incantare. Errore forse di presunzione, visto che il Real , mai come quest'anno, veniva dato alla pari del Barça.Il portoghese è persona estremamente intelligente e saprà correggere gli errori del primo clasico stagionale nelle prossime sfide contro gli eterni rivali. Bravo, anche da un punto di vista tattico, Pep Guardiola, che lascia libertà di svariare a Messi e Sanchez, con il cileno che gioca prevalentemente da punta centrale mentre l'argentino agisce partendo da destra. Immensi , ma non è certo una novità, Xavi e Iniesta : sono loro il vero segreto dei successi del Barça e della nazionale spagnola......
PAGELLE
Real Madrid: Casillas 6 Coentrao 6 Sergio Ramos 5 Pepe 5 Marcelo 5,5 ; Diarra 5 Xabi Alonso 5,5 ; Di Maria 5,5 Ozil 4,5 Ronaldo 5 ;; Benzema 6 Sub.: Kaka 6 Khedira 5,5 Higuain 6 All. Mourinho 5
Barcellona: Victor Valdes 5 Dani Alves 6,5 Pique 6,5 Puyol 7 Abidal 5,5 ; Busquets 6 , Xavi 7,5 , Fabregas 6,5; Iniesta 7,5 , Sanchez 7 , Messi 7 Sub: Keita s.v. Vila s.v. Pedro s.v. All. Guardiola 7
Quest'anno, forse per la prima volta nell'era Guardiola, i bookmakers davano leggermente favorito il Real , che in caso di vittoria avrebbe portato a sei punti - con una gara da recuperare - il vantaggio sugli odiati rivali blaugrana. Un potenziale +9 che deve aver dato la testa a Mourinho, che schiera una formazione ultraoffensiva con il chiaro intento di pressare alto il Barça. Tattica che si rivelerà fruttuosa solo dopo trenta secondi dall'avvio del match, con il gol di Benzema viziato da un clamoroso errore di Victor Valdes, che serve un clamoroso assist alle merengeus disturbato, forse, dall'ormai tristamente noto laser verde. In tutta la partita l'unico a soffrire il pressing alto del Real è il portiere catalano, mentre la tecnica straordinaria dei vari Pique, Puyol, Xavi & C. riesce a rendere la pressione del Real molto sterile : i blaugrana , una volta superata la prima linea di pressione avversaria , riescono a giocare come vogliono , e solo un Contreao decisamente in palla rende leggermente più complicato il compito degli uomini di Guardiola, chiamati a recuperare il gol di svantaggio . Il Real , comunque, si fa leggermente preferire nei primi venticinque minuti , se non altro per le occasioni da gol create - ma non concretizzate - da Benzema e Cristiano Ronaldo. Il match cambia completamente volto al trentesimo : Messi crea il panico nella metà campo avversaria e serve uno splendido assist a Sanchez, che raccoglie il pallone con uno splendido taglio e , nonostante il tentativo disperato in scivolata di Contreao, batte Casillas nell'angolino lontano. Il Barça pareggia e nulla sarà più come prima. Il primo tempo termina in parità ed è caratterizzato da molti scontri a centrocampo e dal pressing forsennato delle due squadre, anche se appare del tutto evidente la supremazia del Barcellona.
In avvio di ripresa il Real Madrid si fa notare dalle parti di Victor Valdes con Pepe e Ronaldo, senza creare grossi grattacapi al portiere catalano. Il Barça resta comunque padrone del campo, e la supremazia territoriale viene premiata al settimo della ripresa, quando un tiro da fuori area di Xavi viene deviata da Marcelo e batte l'incolpevole Casillas : Real 1 Barça 2 . Il Real accusa il colpo, e a nulla serve l'ingresso in campo di Kaka al posto dell'impalpabile Ozil. I blaugrana dominano e riescono a trovare il terzo gol dell'incontro con Fabregas, bravissimo ad anticipare Coentrao e a capitalizzare al meglio un cross telecomandato di Dani Alves. Negli ultimi venti minuti il Barça va vicino al pokerissimo in almeno tre circostanze, ma , paradossalmente, è del Real Madrid l'occasione più ghiotta a cinque minuti dal termine: il tiro di Kaka,però, viene parato goffamente - e fortunosamente- da Victor Valdes.
Il Real è migliorato rispetto allo scorso anno e gli automatismi di gioco sono decisamente più fluidi,ma il Barça è ancora di un altro pianeta. Lo "special one" ha provato a giocarsela a viso aperto, pressando alto e schierando una formazione votata all'attacco, favorendo, però, il micidiale possesso palla avversario . La rete del pareggio dei catalani è abbastanza emblematica, con la difesa merengues decisamente alta nonostante il gol di vantaggio. Mou ha dimostrato , prima con l'Inter in semifinale di Champions e poi con il Real lo scorso anno, che l'unica soluzione per poter diminuire il potenziale di fuoco blaugrana è la marcatura a uomo su Messi, mentre al Bernabeu la pulce è stato lasciato troppo libero di inventare e incantare. Errore forse di presunzione, visto che il Real , mai come quest'anno, veniva dato alla pari del Barça.Il portoghese è persona estremamente intelligente e saprà correggere gli errori del primo clasico stagionale nelle prossime sfide contro gli eterni rivali. Bravo, anche da un punto di vista tattico, Pep Guardiola, che lascia libertà di svariare a Messi e Sanchez, con il cileno che gioca prevalentemente da punta centrale mentre l'argentino agisce partendo da destra. Immensi , ma non è certo una novità, Xavi e Iniesta : sono loro il vero segreto dei successi del Barça e della nazionale spagnola......
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Real Madrid: Casillas 6 Coentrao 6 Sergio Ramos 5 Pepe 5 Marcelo 5,5 ; Diarra 5 Xabi Alonso 5,5 ; Di Maria 5,5 Ozil 4,5 Ronaldo 5 ;; Benzema 6 Sub.: Kaka 6 Khedira 5,5 Higuain 6 All. Mourinho 5
Barcellona: Victor Valdes 5 Dani Alves 6,5 Pique 6,5 Puyol 7 Abidal 5,5 ; Busquets 6 , Xavi 7,5 , Fabregas 6,5; Iniesta 7,5 , Sanchez 7 , Messi 7 Sub: Keita s.v. Vila s.v. Pedro s.v. All. Guardiola 7
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