Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Italia. Mostra tutti i post

sabato 7 settembre 2013

CALCIOMERCATO- LE SPESE FOLLI, IL FAIR-PLAY E PLATINI: E SE SON LORO A FARE GLI "ITALIANI"?




CALCIOMERCATO2013- E' finito il calciomercato estivo. Alleluja, Alleluja. E c'è chi (non certo noi) già attende con ansia i primi di novembre, quando l'odore di castagne e i colori dell'autunno accompagnano le prime voci incontrollate e i primi abbozzi di trattativa, mentre il "tifoso" già sogna di poter rimediare (o migliorare) la classifica della propria squadra grazie all'acquisto di qualche utile pedina. E nel frattempo, chissà quanti allenatori saranno stati esonerati. Quanti "Zamparini di tutto il mondo" avranno dato il benservito al proprio tecnico, nonostante i buoni propositi di inizio stagione accompagnati dall'immancabile frase del "progetto a lunga scadenza".

QUALIFICAZIONI MONDIALI 2014, ITALIA-BULGARIA 1-0: CRONACA E PAGELLE


QUALIFICAZIONI MONDIALI BRASILE 2014, ITALIA-BULGARIA 1-0 –  Dopo tre giorni dove si è parlato poco di calcio giocato e molto, forse troppo, del futuro della panchina azzurra,  il rettangolo di gioco torna ad essere protagonista per una sfida che, complice il clamoroso k.o. interno della Repubblica Ceca contro l’Armenia, assume un valore enorme per gli uomini diPrandelli, sempre più vicini al sogno brasiliano. Gli azzurri scendono in campo con 4-3-2-1 che, oggettivamente, pare molto più simile ad un 4-3-3, con Insigne, uomo che ama partire  prevalentemente dall’esterno per poi  tagliare verso l’interno, al posto di Giaccherini, e il redivivo Thiago Motta al posto di Montolivo. I bulgari, invece, rispondono con un pragmatico 4-5-1: Dyakov schermo davanti alla difesa, Popov leggermente più avanzato per dare supporto a Tonev e sulla fasce spazio a Manolev  e Nedelev, gli uomini – sulla carta – di maggior qualità della squadra di Penev.

giovedì 15 agosto 2013

Italia-Argentina 1-2 – L’Italia prandelliana è ancora allergica alle amichevoli, l’Argentina vince trascinata da Higuain


ITALIA-ARGENTINA 1-2-  Dodici anni dopo gli interpreti in campo sono diversi, ma il risultato finale non cambia: a Roma, in uno stadio Olimpico gremito da un discreto pubblico, Argentina batte Italia 2-1. E fortunatamente, oggi come allora, la gara è soltanto amichevole. Sono infatti ben ventitré  anni che le due selezioni non si sfidano in una gara “che conta”, dopo che per ben cinque mondiali consecutivi – dal 1974 al 1990 – si sono affrontate in una fase finale di un mondiale. Il fascino di questa sfida resta intatto, anche se collocata in un momento particolare della stagione, con i campionati alle porte e i giocatori ancora alla ricerca della forma migliore. Gli ingredienti per una gara non particolarmente entusiasmante ci sono tutti. E il campo, ahinoi, non ci smentirà.

domenica 4 dicembre 2011

Sabato Italiano: L'Isla bonita friuliana

COLPO GROSSO FRIULANO-Alla vigilia del match di San Siro ci si interrogava sulle reali ambizioni dell'Udinese, squadra che, nonostante le pesanti cessioni estive di Zapata ,Inler e Sanchez( ovvero l'intera spina dorsale della formazione dello scorso campionato), alberga ancora nella zone d'alta classifica. Se bisogna basarsi su quanto visto ieri sera a San Siro, la risposta è che questa Udinese può ancora ambire alla qualificazione all'Europa League, mentre non credo possa dire la sua per la lotta al vertice e per la qualificazione in Champions. Vittoria meritata, certo, ma agevolata da un Inter decisamente negativa, specie nella seconda parte della ripresa, quando Ranieri cambia modulo inserendo Zarate al posto di Faraoni  passando dal 4-4-2 al 4-3-1-2. La variazione tattica  non fa altro che aumentare il predominio dell'Udinese sulle fasce, in particolare quella destra, dove l'accoppiata Basta-Isla risulta a dir poco devastante. La mossa di Ranieri è giustificata dalla imprescindibile necessità di vincere l'incontro, visto che un pareggio avrebbe mosso poco la classifica dei neroazzurri; tuttavia , non era difficile capire che il mancato presidio delle fasce laterali poteva risultare letale, come ha ammesso - intelligentemente- Ranieri a fine partita , in una sorta di mea culpa. A questa deficitaria Inter non puoi togliere Maicon e Sneijder,specie se il Principe Milito è solo un brutto anatroccolo e Pazzini, folgorato dalla sfiga di "Terryana" memoria, fallisce malamente un calcio di rigore. Non mi è piaciuta neppure la sostituzione di Alvarez, che non ha certamente brillato, ma , almeno, ha rischiato qualche giocata difficile , nonostante l'ostilità di buona parte del pubblico di San Siro nei suoi confronti. Sicuramente deve migliorare, specie a livello tattico, ma le doti tecniche ci sono : il giocatore va incoraggiato , non osteggiato, nè tantomeno sostituito dopo un tempo. L'Inter è alla fine di un ciclo, il rinnovo passa attraverso alcuni giovani che non saranno fenomeni, ma sono comunque buoni giocatori, che dovrebbero essere aiutati nel loro graduale inserimento nel campionato italiano.
PAGELLE
INTER:  Julio Cesar 6,5 Zanetti 5 Samuel 5,5 Ranocchia 6  Chivu 5,5 ; Faraoni 6 Cambiasso 5 Thiago Motta 6,5 Alvarez 5 ; Milito 4,5 Pazzini 4,5  Sub.: Nagotomo 5 , Zarate 4,5  Stankovic 5,5  All. Ranieri 5
UDINESE: Handanovic 6  Bentatia 6,5 Danilo 7 Ferronetti 6 ; Basta 7 Isla 7 Pinzi 6 Asamoah 6,5 Armero 6,5; Torje 5 Di Natale 5  Sub.: Floro Flores 6 , Ekstrand s.v.   All.Guidolin 6.5

VEDI NAPOLI E POI SALTI- Nell'altro anticipo del sabato, netta affermazione del Napoli ai danni del Lecce, anche se - almeno per occasioni create - i pugliesi avrebbero meritato di perdere con uno scarto inferiore. Sempre più critica la posizione dell'allenatore dei giallorossi Eusebio Di Francesco, come candidamente amesso dal d.g. Cipollini a fine partita. Per il successore, il nome più insistente è quello di Serse Cosmi, reduce da tre esoneri consecutivi ( Brescia, Livorno e Palermo) e giunto , forse, all'ultima chance di rilancio professionale nel calcio che conta . Il Napoli prepara al meglio la sfida di Villareal, conscio di aver trovato una degnissima alternativa al trio delle meraviglie Lavezzi-Cavani-Hamsik : con un Pandev così, Mazzarri può fare turn-over là davanti, mentre le alternative dietro e - in parte- a centrocampo, restano insufficienti.

SERIE B: La diciotessima di serie B è stata caratterizzata dalla roboante vittoria del Verona al Picchi, che consente agli scaligeri di salire al secondo posto in classifica. Questo Verona ricorda sempre più il Novara e il Cesena delle ultime stagioni, compagini capaci di centrare l'impresa  del doppio salto dalla Lega pro alla serie A. Solo due vittorie interne,quella dell'Empoli nei confronti dell'Ascoli e quella della Juve Stabia ai danni del Gubbio,  mentre il big-match dell'Euganeo viene sospeso, con il Padova in vantaggio 1-0 ,  per un black-out all'impianto di illuminazione  che sta scatenando vibranti polemiche fra le opposte fazioni. Il Vicenza vince nettamente a Modena, trascinato - manco a dirlo - da Abbruscato e affonda al quart'ultimo posto i canarini : la cura Cagni funziona , e ora i veneti si stanno incamminando verso lidi più tranquilli. Colpaccio del Grosseto a Pescara : i toscani , trascinati dalla coppia Alfagame-Sforzini (grandissimo gol), colgono tre punti fondamentali per allontanare lo spettro della zona play-out e salutano nel migliore dei modi mister Giannini, dimissionario a fine partita nonostante l'importante vittoria appena ottenuta. Sulle dimissioni del Principe son state fatta alcune facili battute, ma all'ex capitano giallorosso depone l'onore di aver dato le dimissioni,  rinunciando all'ingaggio pur di non veder continuamente calpestata la propria dignità umana e professionale da Camilli, presidente generoso di portafoglio ma abituato a interferenze continue - e inoppurtune- nell'operato degli allenatori assunti alle proprie dipendenze. La Sampdoria non riesce a riprendersi, pareggia fortunosamente a Reggio Calabria e resta distante della zone nobili della classifica. Mezzo passo falso per il Sassuolo a Crotone e per l'AlbinoLeffe contro la Nocerina. Lunedì posticipo al San Nicola di Bari fra i padron di casa e il Cittadella di Foscarini.

sabato 4 giugno 2011

Fabio Grosso: l'eroe dimenticato.


Ore 22,42 del 9 luglio 2006 : un uomo con la maglia numero tre si avvicina lentamente verso il dischetto del calcio di rigore. L'Italia,ai calci di rigore, è in vantaggio 4-3   contro gli odiati rivali transalpini  nella finale che può valere il quarto titolo mondiale della storia azzurra. Mentre quel terzino, sconosciuto al grande pubblico di massaie e calciofili a cadenza quadriennale, si avvicina a piccoli passi all'area di rigore, mi ritornano in mente:  i rigori maledetti di Napoli;  le lacrime di Baresi e lo sguardo incredulo di Baggio a Pasadena; il volto fiero e sicuro di Di Biagio trasformarsi in una maschera di disperazione per l'addio al mondiale francese;  il gol mancato a porta vuota da Vieri che ci costa l'onta della vergogna coreana.  Palla in mano, l'ex trequartista dei campi di periferia abruzzese è ormai lì a undici metri dalla gloria o dalla vergogna: guarda l'arbitro e io ricordo il rigore conquistato-molto furbescamente- in extremis contro i canguri australiani; alza gli occhi e per allentare la tensione  si mordicchia labbra e lingua , mentre la mia mente ricorda l'incredibile gioia di cinque giorni prima per il gol realizzato contro i panzer padroni di casa,quando, in un caldissimo 4 luglio da finistre splancate per combattere invano l'afa , sentii,a notte avanzata,  un quartiere intero urlare ull'unisono gol, rete, siii e parolacce varie . Emozioni contrastanti: saranno ancora maledetti i calci di rigore o il protagonista a sorpresa ci porterà sul tetto del mondo dopo ventisei anni? Le favole sono belle solo se hanno il lieto fine e per Grosso, calciatore arrivato tardi nel calcio che conta, l'epilogo è scontato:  rincorsa, tiro mancino a incrociare alla sinistra dello spiazzato Barthez e rete! L'Italia è campione del mondo! Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! Il cielo è azzurro sopra Berlino : siamo campioni del mondo!  Una nazione intera in estasi, una folla di gente per le strade della città con le bandiere tricolori , bambini entusiasti , donne in bikini  estasiate , anziani felici che ricordano, fra lo stupito e il divertito, di non aver visto così tanto entusiasmo neanche quando lo stivale si liberò dalla dittatura nazifascista.

Cinquanta milioni di persona in festa.  L'eroe del riscatto dell'Italia pallonara è lui,  Fabio Grosso, calciatore del Palermo ,acquistato prima dei mondiali tedeschi dalla blasonata Inter  per fare la riserva a Maxwell. Inizia il mondiale in panchina, poi , grazie alla sciagurata prova di Zaccardo contro gli USA, diviene titolare nella  partita,decisiva per la qualificazione  agli ottavi, contro i temuti rivali della Repubblica Ceca e resta padrone dalla mancina azzurra fino al termine del torneo.
Una vita tutta in rincorsa . Inizia da trequartista, calcalando le scene dei campi minori abruzzesi, dove si fa notare dagli osservatori del Chieti che decidono di portarlo in quarta serie, fra i professionisti. Nella città teatina gioca tre stagioni ed è fra i protagonisti assoluti della promozione in C/1 dei neroverdi. Le prestazioni di Fabio non passano inosservate agli occhi della dirigenza del Perugia, società che milita in serie A e che ama andare a pescare calciatori,a prezzi bassi, nelle serie minori , per poi rivenderli ,a caro prezzo , alle big del calcio italiano. Nella splendida città umbra l'incontro con Serse Cosmi , l'allenatore che, con il cambio di ruolo da trequartista a terzino alto del 3-5-2 perugino di inizio decennio, cambierà, profondamente, la storia professionale e umana di Grosso. Quello sconosciuto fantasista del mondo semi-professionistico abruzzese, diviene uno dei migliori terzini della serie A  . Il successivo passaggio  all'ambizioso Palermo zampariniano, gli consente di debuttare nelle coppe europee e  ,al pari dei compagni Toni,Barone,Zaccardo e Barzagli, di entrare stabilmente nel progetto mondiale lippiano. 
                ( Rosetana stagione 98-99 .  In piedi, il secondo da sx, Fabio Grosso)

Da Palermo all'Inter , nel mezzo il mondiale tedesco e l'ingresso nel gotha del calcio tricolore. L'avventura a Milano , complice anche qualche incomprensione con Mancini, non porta i frutti sperati  e il giocatore viene ceduto al Lione per 7,5 milioni di euro. In Francia due stagioni in chiaroscuro: la prima decisamente positiva con la conquista del titolo francese; la seconda inferiore alle aspettative, tanto che i dirigenti dell'O.L. decidono di acquistare dal Porto il promettente Cissokho e  lo cedono  alla Juventus.
Alla Juventus il rendimento di Fabio, così come quello della maggior parte dei compagni, è deludente. Il protagonista di Germania 06 viene messo alla berlina dai propri tifosi, dimenticato da tutti e finisce sul mercato. Grosso rifiuta qualsiasi destinazione , convinto di poter dire la sua nella Juve di Del Neri; effettivamente la concorrenza di Traore o De Ceglie non lo può spaventare, ma la dirigenza bianconera, contrariata per i trasferimenti estivi rifiutati, lo lascia ai margini della prima squadra, di fatto fuori rosa. L'ispettore Clouseau , alias Gigi Del Neri, lo reintegra nella rosa solo per estrema disperazione, a causa dei molteplici infortuni occorsi ai giocatori del reparto arretrato bianconero. Le prestazioni di Grosso dell'ultima stagione sono buone , ma i pregiudizi dell'ambiente juventino nei suoi confronti persistono.

Nessuna riconoscenza del calcio nostrano per quest'uomo. Da eroe a brocco  ,da protagonista a capro espiatorio di fallimenti altrui ; dalle prime pagine ,ai trafiletti delle notizie varie del calcio mercato.
Finito nel dimenticatoio l'eroe di un'estate magica, quella che ci ha fatto urlare al cielo la frase che ogni appassionato di calcio un giorno vorrebbe pronunciare: CAMPIONI DEL MONDO!

domenica 30 gennaio 2011

SERIE A 22a GIORNATA: CATANIA-MILAN 0-2


Il Milan passa a Catania , nonostante l'emergenza assoluta a centrocampo e  dopo aver giocato quasi tutta la ripresa in dieci uomini.  Nella prima frazione di gioco i rossoneri , se si esclude una buona azione azione del Catania conclusa da un tiro di Capuano deviato in angolo da Van Bommel, non hanno concesso nulla agli avversari , trovando però grosse difficoltà nel scardinare la difesa catanese, ben protetta dal frangiflutti Carboni e dai due interni Sciacca e Ledesma. La squadra di Allegri va vicina al gol in due occasioni con Ibra, troppo altruista nel cercare Merkel anzichè provare l'azione personale, e con Cassano ,che da posizione favorevole spara su Andujar.
La ripresa inizia con Emanuelson in campo al posto di Merkel,  apparso troppo nervoso e meno lucido rispetto alle ultime positive apparizioni .  All'ottavo minuto l'evento che potrebbe cambiare il corso della partita. Van Bommel entra in modo scomposto, ma non troppo, su Ledesma lanciato in azione di contropiede : secondo cartellino giallo per l'olandese e Milan in dieci.  Chi si aspetta un Milan in difficoltà viene smentito dopo solo cinque minuti, quando Ibrahimovic calcia in modo potente e preciso una punizione dai trenta metri ,che Andujar può solo respingere favorendo il tap-in di Robinho. Catania zero Milan uno.  Gli etnei accusano il colpo e non danno segni di ravvedimento fino all'ingresso in campo di Ricchiuti. L'ingresso dell'ex fantasista riminese, abbinato al cambio di modulo da 4-3-2-1 in 3-4-3, avvicina i rossazzurri alla linea difensiva avversaria . Nell'arco di cinque minuti, prima Ricchiuti e poi Pesce vanno vicini al gol del pareggio, ma il Milan non molla e si rende pericoloso in altre due situazioni con Ibra e Emanuelson. Il gol della sicurezza arriva a cinque minuti dalla fine, con Ibrahimovic bravo a sfruttare al meglio un delizioso assist di Robinho.
Allegri non può far altro che sorridere : la squadra è solida, Ibra e Robinho splendidi e Yepes ,agevolato da un Maxi Lopez tutt'altro che positivo, dimostra di poter essere un degno sostituto dell'imprescindibile Nesta. Da rivedere Cassano, mentre Van Bommel non è dispiaciuto anche se ancora si deve abituare al metro di giudizio arbitrale della serie A.
Il Catania conferma di vivere un momento delicato. L'arrivo di Simeone non ha dato la scossa tanto attesa dai dirigenti siculi, Maxi Lopez sembra tornato quello di Barcellona e Mascara sembra aver perso lo smalto degli anni passati. L'ottimo Lo Monaco ,apprezzato ed esperto professionista della dea palla, avrà avuto sicuramente degli ottimi motivi per sollevare dall'incarico Giampaolo, ma siamo sicuri che il "ciolo" ,alla prima esperienza europea e reduce da due fallimentari esperienze in patria con River e San Lorenzo, possa fare meglio del tecnico abruzzese?

PAGELLE

Catania:  Andujar 5,5   Augustyn 4,5  Spolli 7 Silvestre 6,5  Capuano 6  ; Carboni 6,5  Ledesma 5,5  Sciacca 6 ; Gomez 6,5  Mascara 5 ;  Maxi Lopez 5    Sub:  Pesce 6  Ricchiuti 7  Morimoto 6    All.Simeone 5,5

Milan: Abbiati  6  Bonera 6  T.Silva 6,5  Yepes 7  Antonini 5,5 ;  Merkel 5  Van Bommel 5,5  Ambrosini 6; Robinho 7,5 ;  Cassano 5  Ibrahimovic 7,5   Sub.: Emanuelson 6   Oddo 6  Yankulovski 6   All. Allegri 6,5

domenica 16 gennaio 2011

INTER-BOLOGNA 4-1


Funziona la cura Leonardo! I neroazzurri dominano un caparbio Bologna e ottengono la terza vittoria consecutiva, quarta se consideriamo anche il successo in coppa Italia contro il Genoa. La formazione milanese parte molto aggressiva, pressando alto  gli avversari  con i centrocampisti (in primis T.Motta) e le punte. Rispetto all'Inter di beniteziana memoria, la squadra verticalizza di più e meglio,  i giocatori sembrano credere più in loro stessi e ,sopratutto, i rientri di alcuni giocatori fondamentali come Motta,Maicon e Milito, aumentano l'imprevedibilità di manovra della squadra .Ieri sera si è rivisto il fenomenale Eto'o andare sulla fascia, partire venti metri dietro a Milito e segnare due splendidi gol. La notizia più rassicurante è la rete del prinicipito, molto bravo anche  a fornire l'assist di tacco in occasione del primo gol del camerunense e nuovamente determinante nei meccanismi di gioco nerazzurri.Benissimo Cambiasso,positivo Castellazzi autore di tre ottimi interventi, mentre la coppia Cordoba-Lucio fatica ad ingranare. Il colombiano e il brasiliano sono entrambi degli ottimi marcatori, molto esplosivi e bravi nell'anticipo,ma non sono certo dei registi difensivi; credo che Ranocchia, appena si inserirà compiutamente negli schemi di gioco, potrà recitare un ruolo importante in questa Inter. Se la fase difensiva va migliorata, il centrocampo e l'attacco fanno dormire sogni tranquilli a  Leonardo, a cui  va dato il merito di aver rigenerato la squadra a livello psicologico. Rispetto al suo precedessore,che con la squadra al completo era in testa al campionato ad inizio stagione, il brasiliano ha avuto la fortuna di poter disporre di  tutti i giocatori titolari ad eccezione del lungodegente Samuel.
Il Bologna non mi è dispiaciuto, anche se a centrocampo è stato letteralmente surclassato dagli avversari. Malesani non ha voluto rinunciare a schierare una formazione con le due mezze punte  Ramirez e Ekdal, in appoggio all'unica punta Di Vaio. Il tecnico veronese  presumo  si aspettasse maggior apporto in fase di ripiegamento da parte di Ekdal , incapace in quasi tutto l'incontro di aiutare i compagni di centrocampo,protagonisti quest'ultimi di una prova tutt'altro che esaltante. In difesa buona prova di Rubin, male la coppia centrale letteralmente in balia della coppia d'attacco avversaria e in enorme difficoltà nel contenere gli inserimenti dei centrocampisti .
Bellissima , ancora una volta, la prova di Di Vaio.


PAGELLE

Inter: Castellazzi 7  Maicon 6,5   Lucio 6  Cordoba 5,5   Chivu 6    Zanetti 6,5   Cambiasso 7  Thiago Motta 7  Stankovic 6,5   Eto'o 8  Milito 7      Sub: Mariga 6  Pandev s.v. Santon s.v.  All. Leonardo 7

Bologna: Viviano 5,5   Garics 5,5  Britos 5  Portanova 5  Rubin 6  Perez 5  Mudingayi 4,5  Della Rocca 5  Ekdal 5   Ramirez 6,5  Di Vaio 7   Sub:  Gimenez 6,5  Casarini s.v.  Buscè s.v.   All. Malesani 5,5