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mercoledì 20 novembre 2013

Svezia-Portogallo 2-3 – Cristiano Ronaldo è da pallone d’oro: i lusitani volano in Sud America


SVEZIA-PORTOGALLO 2-3 –  Due sportivi, due ragazzi, per il calcio vanno pazzi. No, non stiamo parlando di Holly e Benji, amato cartone giapponese degli anni 80′, ma di Zlatan e Cristiano, assoluti protagonisti – come era preventivabile alla vigilia – della sfida di Stoccolma. Alla fine a spuntarla è stato CR7, anche se sarebbe lecito chiedersi cosa sarebbe successo a parti invertite, ovvero con Ibra in maglia lusitana e Ronaldo con quella scandinava. D’accordo, il calciatore delle Merengues è in questo momento il  più forte di tutti, ma è stato aiutato da una squadra compatta, dotata di un più che discreto tasso tecnico ed in grado, soprattutto, di supportare al meglio il proprio capitano. Al contrario, la Svezia ha palesato un’organizzazione di gioco alquanto approssimativa ed evidenti limiti tecnici colmati, solo in parte, dalla grandezza del proprio leader e da qualche spunto sulla fascia di Kačaniklić. Ma la partita, nonostante il dominio lusitano, è stata incerta fino ad un quarto d’ora dal termine, e ha riservato emozioni a go-go che vale la pena rivivere.

lunedì 21 ottobre 2013

MARADONA E' TORNATO!


Le vite di alcuni personaggi trasformano per sempre quella degli altri, quella di un'intera città cambiò il 5 luglio 1984. 70 mila persone al San Paolo, atmosfera da finale ma invece era solo l'inizio. 

Diego Armando Maradona non promise gol o trofei, la vittoria non basta, i legami più duraturi non li sanciscono i contratti. Sono patti di sangue. "Voglio diventare l'idolo dei ragazzi poveri di Napoli, loro sono come ero io a Buenos Aires". Il Pibe sapeva già di non essere come gli altri, un privilegio ma anche una responsabilità. Sempre portata a testa alta sulle spalle, vestite da un dieci grandi grande d'altri tempi ma contemporaneamente immortale. Warhol immortalò Pelè, una città intera fece arte di Diego, usando se stessa come tela. 

Il resto è storia, come quel 10 maggio 1987 che regalò il tricolore, poi un altro campionato vinto e il successo in Coppa Uefa al termine della doppia finale con lo Stoccarda. "Non sarò mai un uomo comune", titolo perfetto per una vita straordinaria, così si chiama la collana di dvd de La Gazzetta dello Sport, il primo è già in edicola, altri dieci ne usciranno per raccontare tutto Diego. (CLICCA QUI PER MAGGIORI DETTAGLI SULL'OPERA)

Si comincia con un'intervista inedita a cura di Gianni Minà per poi rivivere i gol, i trionfi e i dolori di un uomo che non ha mai nascosto la propria unicità e ne ha pure pagato il prezzo. Chi lo ha capito non può fare a meno di amarlo, pochi altri hanno avuto un impatto simile sulla cultura popolare. Il termine "fenomeno di culto", spesso usato a sproposito, è calzante quando si parla lui. La religione del D10s ha molti adepti, per credere nei suoi miracoli basta guardarli.

sabato 7 settembre 2013

QUALIFICAZIONI MONDIALI 2014, ITALIA-BULGARIA 1-0: CRONACA E PAGELLE


QUALIFICAZIONI MONDIALI BRASILE 2014, ITALIA-BULGARIA 1-0 –  Dopo tre giorni dove si è parlato poco di calcio giocato e molto, forse troppo, del futuro della panchina azzurra,  il rettangolo di gioco torna ad essere protagonista per una sfida che, complice il clamoroso k.o. interno della Repubblica Ceca contro l’Armenia, assume un valore enorme per gli uomini diPrandelli, sempre più vicini al sogno brasiliano. Gli azzurri scendono in campo con 4-3-2-1 che, oggettivamente, pare molto più simile ad un 4-3-3, con Insigne, uomo che ama partire  prevalentemente dall’esterno per poi  tagliare verso l’interno, al posto di Giaccherini, e il redivivo Thiago Motta al posto di Montolivo. I bulgari, invece, rispondono con un pragmatico 4-5-1: Dyakov schermo davanti alla difesa, Popov leggermente più avanzato per dare supporto a Tonev e sulla fasce spazio a Manolev  e Nedelev, gli uomini – sulla carta – di maggior qualità della squadra di Penev.

giovedì 15 agosto 2013

Italia-Argentina 1-2 – L’Italia prandelliana è ancora allergica alle amichevoli, l’Argentina vince trascinata da Higuain


ITALIA-ARGENTINA 1-2-  Dodici anni dopo gli interpreti in campo sono diversi, ma il risultato finale non cambia: a Roma, in uno stadio Olimpico gremito da un discreto pubblico, Argentina batte Italia 2-1. E fortunatamente, oggi come allora, la gara è soltanto amichevole. Sono infatti ben ventitré  anni che le due selezioni non si sfidano in una gara “che conta”, dopo che per ben cinque mondiali consecutivi – dal 1974 al 1990 – si sono affrontate in una fase finale di un mondiale. Il fascino di questa sfida resta intatto, anche se collocata in un momento particolare della stagione, con i campionati alle porte e i giocatori ancora alla ricerca della forma migliore. Gli ingredienti per una gara non particolarmente entusiasmante ci sono tutti. E il campo, ahinoi, non ci smentirà.

sabato 15 giugno 2013

Speciale Confederations Cup: guida completa alla manifestazione


Estate fa spesso rima con grande calcio. Quest’anno, a fare compagnia agli appassionati del grande calcio, sarà la volta della Confederations Cup, manifestazione nata principalmente per saziare la fame di soldi della Fifa e ,in seconda battuta, per consentire alla nazione che ospiterà i mondiali di eseguire un “check-up organizzativo” ad un anno dall’inizio della massima manifestazione calcistica. Quella che prende il via, oggi, in Brasile, è la nona edizione. L’albo d’oro parla chiaro: i padroni di casa verde-oro, con tre successi all’attivo ed un secondo posto, sono gli indiscussi padroni di questo torneo, spesso – non a torto – considerato di livello inferiore. Quest’anno, come da almeno sei stagioni  a questa parte, i favoriti numero uno sono gli spagnoli, che si presentano al via in qualità di campioni del mondo e bi-campioni d’Europa; alle spalle delle furie rosse troviamo i padroni di casa brasiliani, che puntano al tris consecutivo, mentre Italia  e Uruguay prendono parte alla manifestazione con il ruolo di outsider’s.  Molto interessanti anche la selezione giapponese e quella messicana (la nazionale azzurra non è stata di certo inclusa in un girone morbido), mentre la Nigeria vive nel caos più assoluto e Tahiti sembra esser giunta a questa manifestazione in maniera del tutto  casuale.  Ma andiamo a vedere nel dettaglio come sono composte le rose delle otto protagoniste della manifestazione.

venerdì 7 giugno 2013

QUALIFICAZIONI MONDIALI BRASILE 2014: PREVIEW


GRUPPO A-  Giornata che potrebbe sancire l’estromissione definitiva della deludente Serbia di Mihajlović, impegnata nella difficile trasferta in terra belga. Impegno decisamente più morbido, invece, per la Croazia, che riceve la visita della Scozia, fanalino di coda del girone.

mercoledì 5 giugno 2013

SPECIALE EUROPEO UNDER 21: ANALISI DELLE OTTO PROTOGANISTE


In un’estate senza mondiali ed europei, ma con la sola Confederations Cup a saziare la fame di grande calcio degli appassionati, il campionato europeo under 21, giunto quest’anno alla diciannovesima edizione, assume una rilevanza assai importante. Interesse che accresce  ulteriormente grazie alla presenza delle quattro “grandi” nazioni del calcio europeo (Italia, Inghilterra, Spagna, Germania) e di una scuola come quella olandese che ha segnato la storia del calcio mondiale.

martedì 4 giugno 2013

QUALIFICAZIONE MONDIALI 2014: GIAPPONE-AUSTRALIA 1-1


GIAPPONE-AUSTRALIA QUALIFICAZIONI MONDIALI –  Giappone-Australia, ovvero lo scontro fra le big del gruppo B asiatico, non è un match qualunque. Almeno non lo è per gli uomini dagli occhi a mandorla, che in caso di vittoria o pareggio diventerebbero la prima squadra (eccezion fatta per il Brasile padrone di casa) a staccare il biglietto per il mondiale del prossimo anno.  Anche per gli australiani, che non sono ancora certi della seconda piazza, la partita riveste un’importanza notevole: in caso di sconfitta, infatti, i match contro Giordania e Iraq (prossimi avversari dei socceroos) diventerebbero particolarmente complicati in ottica qualificazione.

domenica 26 giugno 2011

Al Mexico la Gold Cup 2011: States battuti 4-2



La Gold Cup parla ancora spagnolo. Il Mexico, trionfatore anche dell'ultima edizione del 2009, si aggiudica la sesta gold cup della sua storia (nove trionfi se si considera anche la vecchia Concacaf Cup, antesignana dell'attuale Gold Cup),al termine di una partita incredibile , ricca di colpi scena e di errori difensivi imbarazzanti.

Il primo tempo termina 2-2, ma gli States sciupano l'immeritato doppio vantaggio.
Tutte le marcature avvengono grazie alla complicità delle difese : la prima rete di Bradley, realizzata con un possente colpo di testa su azione di calcio d'angolo, viene agevolata da Israel Castro , che nell'occasione non si accorge dell'inserimento dell'ex centrocampista del Gladbach; la seconda rete è merito principalmente della premiata ditta Dempsey-Donovan, ma la posizione di Marquez e l'incertezza di Moreno,agevolano decisamente l'ex giocatore del Bayern Monaco (autore comunque di una prova molto deludente); il gol che consente ai messicani di accorciare la distanze, è frutto dell'atteggiamento inspiegabilmente offensivo degli States (bravo comunque il Chicarito nel vedere e servire Barrera); il gol del momentaneo pareggio,è agevolato da una topica colossale di Lichaj, che ,impaurito nel vedersi alle spalle Hernandez, serve di fatto un assist a Guardado.
Si va al riposo sul punteggio di parità, ma ai punti meriterebbe di vincere il Messico, sempre pericoloso e propositivo anche nella situazione di doppio svantaggio.

Avvio di ripresa sfolgarante dei messicani, che trovano subito il gol del vantaggio con Barrera, bravo a sfruttare nel migliore dei modi un prezioso assist di Guardado; nell'occassione errore di posizione di Bocanegra, che non scala a sinistra e lascia l'esterno messicano del West Ham solo davanti a Howard.
Gli Stati Uniti provano a scuotersi, ma aldilà della traversa di Dempsey e di una punizione da buona posizione di Donavan parata facilmente, non sembrano in grado di poter ribaltare il risultato. Il sesto gol dell'incontro è una spendida invenzione di Giovani Dos Santos, agevolata,anche in questo caso, dalla sterile pressione dei difensori avversari (in primis ancora Bocanegra) .
Visto il gioco espresso , la conferma e rinascita (Dos Santos?) di alcuni talenti, la vittoria dei messicani è ampiamente meritata. Davvero un peccato non poter vedere questo Mexico alla prossima Copa America, dove giocherà una selezione under 23; gli uomini di De la Torre,molto probabilmente, non avrebbero portato a casa la coppa, ma sicuramente ci avrebbero fatto divertire.

PAGELLE:
Usa: Howard 5 , Lichaj 4 , Bocanegra 4 , Goodson 5 , Cherundolo s.v. ( dall'11° Bornstein 4,5) , Dempsey 6 , Bradley 6, Jones 5 , Bedoya 4,5 ( dal 63° Agudelo 5) , Donovan 5 , Adu 5,5 (dall'86° Kljestan s.v.) All. Bradley 4,5 

Mexico: Talavera 5,5 , Marquez 4,5 (dal 43° Reynoso 6) , Moreno 5,5 , Salcido 5 (dal 28°J.Torres 6,5),Guardado 7,5, Torrado 7 ,  Castro 5,5 , Barrera 7,5(dal 75 °Zavala s.v.), Juarez 6 , Giovani Dos Santos 8, Hernandez 6    All. De la Torre 6

lunedì 13 giugno 2011

Europeo under 21: Spagna- Inghilterra 1-1


In un campionato europeo under 21 privo di alcune grandissime rappresentative come Italia, Germania,Francia,Portogallo e tutte le nazionali della ex Jugoslavia , la partita di ieri fra le furie rosse e la nazionale inglese rappresentava il momento più atteso della fase a gironi della manifestazione.

La partita inizia ,com'era facilmente intuibile,con la Spagna che domina nel possesso palla, mentre gli inglesi provano a giocare di rimessa cercando di sfruttare la velocità sulle fasce ,specie quella sinistra ,dove Rose dimostra tutta la sua prorompente fisicità , ma pecca di precisione in molti cross effettuati.

Il gol del vantaggio spagnolo, segnato di mano da Herrera dopo solo quindici minuti, incanala la partita  a favore degli uomini di Milla che però, nonostante un possesso palla nettamente superiore, non riescono più a creare nessun serio pericolo alla retroguardia inglese.  La fine del primo tempo si chiude con gli spagnoli in vantaggio, anche se sono gli inglesi che vanno vicinissimi al pareggio con Sturridge: nell'occasione bravissimo De Gea ,che  con un miracolo mette il pallone in calcio d'angolo.

La ripresa  inizia sulla falsariga della prima frazione di gioco, con gli spagnoli, trascinati dall’ottimo terzetto Thiago-Javi Martinez- Herrera , dominatori del centrocampo; il dominio della zona nevralgica del campo non  porta,tuttavia, a  nessuna chiara azione da gol, ad eccezione di un tiro di Mata ad inizio ripresa, che costringe Fielding a compiere una  prodigiosa parata. Quando la partita sembra volgere al termine, e  il risultato per le furie rosse pare ormai acquisito, Welbeck, in posizone di fuorigioco, segna il gol del pareggio grazie a una  colossale dormita della difesa avversaria.

Per gli inglesi preziosissimo punto contro un avversario che ha dimostrato di esser  superiore, mentre gli spagnoli-molte volte troppo leziosi- pagano a caro prezzo la loro ostinata ricerca dell’esteticità a discapito della praticità.

Pagelle

Spagna: De Gea 6,5 , Montoya 6 , Botia 5 , A.Dominguez 5,5 ,  Didac 5 ; Thiago 6,5 , J. Martinez 7 , Herrera 7 ; Mata 7 , Adrian 4,5 , Jeffren 5 Sub:  Parejo 5,5 , Bojan s.v. , Capel s.v.  All. Milla 5,5

Inghilterra: Fielding 6,5 , Walker 6,5 . Jones 5,5 , Smalling 6 , Bertrand 5,5 ; Cleverly 5,Mancienne 4,5 , Henderson 5 , Rose 6 ;  Welbeck 6 , Sturridge 6   Sub: Rodwell 6 , Lansbury 5 , Sinclair 6 All.Pearce 5