sabato 11 giugno 2011
Jacopo Morelli & Confindustria : povera Italia..............
Trenatacinque anni, imprenditore operante nel settore dell'arredamento , titolare di una società di consulenza internet ,Jacopo Morelli è da poco più di un mese il presidente dei giovani imprenditori di Confindustria.
Nato nel 1975 , dopo aver condotto studi classico-umanistici si laurea in Economia presso l'Università di Firenze , per poi iniziare nel 2004 una carriera "politica" all'interno delle varie associazioni locali e regionali dei giovani imprenditori. Il grande salto nel 2008, con la nomina a vice-presidente nazionale ,con delega all'economia, dei giovani imprenditori di Confindustria.
La ditta - di famiglia- è la MobilMarket di Figline Valdarno, nata negli anni d'oro del boom economico degli anni 60', rivolta principalmente a una fascia di clientela dalle buone possibilità economiche ,anche se da metà anni 90', grazie all'apertura di due nuovi ampi store, lo slogan della ditta è "il lusso democratico", ovvero mobili di alta qualità a prezzi accessibili per tutte le tasche. Il successo di MobilMarket è indubbio, grazie anche ad una martellante attività promozionale sulle tv locali e regionali che si propaga sin dalla metà anni 80'.
Lo slogan "lusso democratico" ,invece, trova il tempo che trova: sul sito un divano slide viene venduto, con lo sconto del 35%, a €. 850 , di contro all'Ikea costerebbe fra i 330-450 € a prezzo pieno. La qualità , come è giusto che sia, si paga sempre, a dispetto degli slogan promozionali.....
Se la ditta è di famiglia, il nostro Jacopo decide bene di aprire-individualmente- una società di servizi di consulenza internet. Se volete vedere i servizi offerti da questa società basta collegarsi a questo link: http://www.kamelot.it/. Ad oggi, 10/06/2011, non si sa nulla; alquanto singolare per una società di consulenza internet aver un sito senza nessuna informazione!
Ieri a Santa Margherita Ligure,nel tradizionale convegno annuale, il grande debutto come presidente nazionale dei giovani imprenditori. Le proposte di Morelli sono state le seguenti: aumento dell'età pensionabile a 70 anni per entrambi i sessi ; no al quoziente famigliare e sì ad aliquote più basse per le donne, in modo da incentivare l'occupazione femminile; abbassare l'aliquota Irap , abbattendola per le imprese di nuova costituzione; detessazione per i nuovi assunti, perchè il cuneo fiscale che pesa sugli stessi è troppo elevato e disincentiva la loro assunzione. In questo modo Morelli pensa che l'Italia si possa riprendere, l'economia rilanciarsi e vivere tutti felici e contenti.
Queste proposte mi portano a due riflessioni: Morelli viene da Marte oppure, come da tradizione, Confindustria tira in ballo gli interessi della nazione per cercare di fare i propri.
L'equiparazione dell'età pensionabile è un concetto sbagliatissimo, visto che normalmente le donne , una volta terminata la giornata lavorativa, devono sbrigare anche la maggior parte delle faccende domestiche.Si vuole incentivare l'occupazione femminile-specie nell'Italia meridionale- chiedendo aliquote di favore , ma contestualmente si vuol far lavorare le donne fino a settanta anni: sicuri del successo dell'iniziativa? Caro Morelli, non tutti possiamo permetterci la badante, il maggiordomo o la donna delle pulizie.....
La proposta dell'innalzamento dell'età pensionabile a 70 anni è parecchio demagogica, considerato il discorso esposto ieri al convegno rivolto essenzialmente all'aumento dell'occupazione giovanile. Le imprese non creano nuovi posti di lavoro, però si dicono disposte a far entrare i giovani -ovviamente con sgravi fiscali che pesano sul bilancio dello stato- e allungare la permanenza degli attuali occupati. Si vogliono salvaguardare- giustamente- i lavori usuranti fisicamente, ma i lavori usuranti pscicologicamente e celebralmente, non censentono certo di mantenere alti livelli di produttività in età avanzata. Lasciare le cose come stanno oggi, ma riformando in modo serio la previdenza complementare,attualmente favorevole solo a banche e assicurazioni, non potrebbe essere una soluzione? L'innalzamento della prospettiva dell'età media di vita richiede una seria riflessione sull'intero sistema previdenziale, ma la soluzione non può essere lavorare per cinquant'anni!
L'Irap! Sono tredici anni, ovvero da quando è stata introdotta, che gli imprenditori ne chiedono l'abbassamento e l'abbattimento.Questa tassa colpisce le società di capitali- fra cui banche e assicurazioni- e non le piccole e medie imprese o gli artigiani. Logico dedurre che , per l'ennessima volta, si andrebbe incontro alle esigenze di chi può già disporre di ricchezza e fatturati importanti. L'imposta regionale sulle attività produttive è già stata stata abbassata negli ultimi cinque anni nell'intento di aiutare le imprese e l'occupazione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: il risparmio per le società di capitali c'è stato mentre l'occupazione a tempo indeterminato non è cresciuta. Altra domanda che rivolgo a Morelli : ma come mai quando fate proposte concrete per abbassare la pressione fiscale a vostra carico non fate anche delle proposte concrete per la lotta all'evasione fiscale? Se un imprenditore iscritto a Confindustria venisse condannato per evasione ,anche solo con sanzione pecuniaria, lo radiereste? La lotta all'evasione è il fulcro del rilancio economico e morale del nostro paese , i vostri dipendenti pagano le tasse dal primo all'ultimo euro, mentre molti imprenditori o partite IVA non fanno altrettanto.
Sulla detassazione dei nuovi assunti sono perfettamente d'accordo, ma la volete solo per pagare meno tasse o per lasciare più soldi in busta paga al giovane lavoratore? Se risparmiate fiscalmente 100 , almeno 50 deve rimanere in busta al dipendente, altrimenti il beneficio è solo vostro , l'economia "non gira" e lo stato perde preziose entrate. Perchè al discorso fiscale non vengono accompagnate proposte per diminuire la precarietà? Se lo stato venisse incontro alle vostre richieste , saresti disposti ad accettare la cancellazione di molte forme di contratto di lavoro atipico che danno pochissimi diritti-e soldi- ai lavoratori? Non vi sembra opportuno stabilire un tetto massimo ( 24 mesi?) per i contratti a tempo determinato?
Caro Morelli, lei è giovane e segue la linea tracciata qualche anno fa da Montezemolo e proseguita ora dalla Marcecaglia. La presidentessa di Confidustria, sempre in prima linea in difesa dell'italianità , nei mesi scorsi ha aperto una fabbrica in Cina in un momento in cui il gruppo Marcegaglia è ricorso, come nel caso dello stabilimento di Graffignana nel lodigiano, alla cassa integrazione. Ricapitolando: il presidente della più importante associazione imprenditoriale di un paese membro del G8, vuole meno tasse , dice di aver a cuore le sorti del paese e poi mette in cassa integrazione un centinaio di suoi dipendenti per aprire una fabbrica in Cina. Complimenti per la coerenza cara presidentessa e , visto che nei vostri discorsi si guarda sempre ad altre nazioni, sappia che nei paesi avanzati un comportamento del genere verrebbe fortemente criticato da tutti i mass media nazionali ( in Italia nessuno ne ha parlato) e ,probabilmente, la costringerebbero a rassegnare le dimissioni.
Se volete meno tasse dovete prendervi dei seri impegni nei confronti dello stato( lotta all'evasione) e dei vostri dipendenti; la" fetta della torta" va suddivisa facendo partecipare i lavoratori agli utili delle aziende e non, come avviene adesso, dando piccoli incentivi legati alla produttività che favoriscono l'imprenditore e lasciano le briciole al lavoratore.
Il bene dello stato -e quindi della collettività- viene prima di ogni cosa. Mi dite perchè la Fiat, da dove proviene il vostro mentore L.C.D. , ha rimborsato dopo solo due anni il prestito ottenuto dallo stato americano e canadese nell'operazione Chrysler, mentre in Italia di tutta la montagna di miliardi prestati non si è mai visto restituito un euro ? Luca Cordero di Montezemolo, presidente Fiat fino ad aprile ed ora elemento di spicco dello stesso cda, vero ideologo di Confindustria avendone ricoperto la carica di presidente fino a poco tempo fa, è fortemente tentato dall'idea di fare qualcosa per il suo paese, ovvero di scendere nella grande arena politica. Io, francamente, la ringrazio per l'interessamento, ma da cittadino spero che prosegua la sua attività imprenditoriale, visto che di imprenditori prestati alla politica ce ne è bastato già uno e le proposte che la Confindustria avanza , sono un altro ,evidentissimo, conflitto d'interesse.....
sabato 4 giugno 2011
Fabio Grosso: l'eroe dimenticato.
Ore 22,42 del 9 luglio 2006 : un uomo con la maglia numero tre si avvicina lentamente verso il dischetto del calcio di rigore. L'Italia,ai calci di rigore, è in vantaggio 4-3 contro gli odiati rivali transalpini nella finale che può valere il quarto titolo mondiale della storia azzurra. Mentre quel terzino, sconosciuto al grande pubblico di massaie e calciofili a cadenza quadriennale, si avvicina a piccoli passi all'area di rigore, mi ritornano in mente: i rigori maledetti di Napoli; le lacrime di Baresi e lo sguardo incredulo di Baggio a Pasadena; il volto fiero e sicuro di Di Biagio trasformarsi in una maschera di disperazione per l'addio al mondiale francese; il gol mancato a porta vuota da Vieri che ci costa l'onta della vergogna coreana. Palla in mano, l'ex trequartista dei campi di periferia abruzzese è ormai lì a undici metri dalla gloria o dalla vergogna: guarda l'arbitro e io ricordo il rigore conquistato-molto furbescamente- in extremis contro i canguri australiani; alza gli occhi e per allentare la tensione si mordicchia labbra e lingua , mentre la mia mente ricorda l'incredibile gioia di cinque giorni prima per il gol realizzato contro i panzer padroni di casa,quando, in un caldissimo 4 luglio da finistre splancate per combattere invano l'afa , sentii,a notte avanzata, un quartiere intero urlare ull'unisono gol, rete, siii e parolacce varie . Emozioni contrastanti: saranno ancora maledetti i calci di rigore o il protagonista a sorpresa ci porterà sul tetto del mondo dopo ventisei anni? Le favole sono belle solo se hanno il lieto fine e per Grosso, calciatore arrivato tardi nel calcio che conta, l'epilogo è scontato: rincorsa, tiro mancino a incrociare alla sinistra dello spiazzato Barthez e rete! L'Italia è campione del mondo! Campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo, campioni del mondo! Il cielo è azzurro sopra Berlino : siamo campioni del mondo! Una nazione intera in estasi, una folla di gente per le strade della città con le bandiere tricolori , bambini entusiasti , donne in bikini estasiate , anziani felici che ricordano, fra lo stupito e il divertito, di non aver visto così tanto entusiasmo neanche quando lo stivale si liberò dalla dittatura nazifascista.
Cinquanta milioni di persona in festa. L'eroe del riscatto dell'Italia pallonara è lui, Fabio Grosso, calciatore del Palermo ,acquistato prima dei mondiali tedeschi dalla blasonata Inter per fare la riserva a Maxwell. Inizia il mondiale in panchina, poi , grazie alla sciagurata prova di Zaccardo contro gli USA, diviene titolare nella partita,decisiva per la qualificazione agli ottavi, contro i temuti rivali della Repubblica Ceca e resta padrone dalla mancina azzurra fino al termine del torneo.
Una vita tutta in rincorsa . Inizia da trequartista, calcalando le scene dei campi minori abruzzesi, dove si fa notare dagli osservatori del Chieti che decidono di portarlo in quarta serie, fra i professionisti. Nella città teatina gioca tre stagioni ed è fra i protagonisti assoluti della promozione in C/1 dei neroverdi. Le prestazioni di Fabio non passano inosservate agli occhi della dirigenza del Perugia, società che milita in serie A e che ama andare a pescare calciatori,a prezzi bassi, nelle serie minori , per poi rivenderli ,a caro prezzo , alle big del calcio italiano. Nella splendida città umbra l'incontro con Serse Cosmi , l'allenatore che, con il cambio di ruolo da trequartista a terzino alto del 3-5-2 perugino di inizio decennio, cambierà, profondamente, la storia professionale e umana di Grosso. Quello sconosciuto fantasista del mondo semi-professionistico abruzzese, diviene uno dei migliori terzini della serie A . Il successivo passaggio all'ambizioso Palermo zampariniano, gli consente di debuttare nelle coppe europee e ,al pari dei compagni Toni,Barone,Zaccardo e Barzagli, di entrare stabilmente nel progetto mondiale lippiano.
( Rosetana stagione 98-99 . In piedi, il secondo da sx, Fabio Grosso)
Da Palermo all'Inter , nel mezzo il mondiale tedesco e l'ingresso nel gotha del calcio tricolore. L'avventura a Milano , complice anche qualche incomprensione con Mancini, non porta i frutti sperati e il giocatore viene ceduto al Lione per 7,5 milioni di euro. In Francia due stagioni in chiaroscuro: la prima decisamente positiva con la conquista del titolo francese; la seconda inferiore alle aspettative, tanto che i dirigenti dell'O.L. decidono di acquistare dal Porto il promettente Cissokho e lo cedono alla Juventus.
Alla Juventus il rendimento di Fabio, così come quello della maggior parte dei compagni, è deludente. Il protagonista di Germania 06 viene messo alla berlina dai propri tifosi, dimenticato da tutti e finisce sul mercato. Grosso rifiuta qualsiasi destinazione , convinto di poter dire la sua nella Juve di Del Neri; effettivamente la concorrenza di Traore o De Ceglie non lo può spaventare, ma la dirigenza bianconera, contrariata per i trasferimenti estivi rifiutati, lo lascia ai margini della prima squadra, di fatto fuori rosa. L'ispettore Clouseau , alias Gigi Del Neri, lo reintegra nella rosa solo per estrema disperazione, a causa dei molteplici infortuni occorsi ai giocatori del reparto arretrato bianconero. Le prestazioni di Grosso dell'ultima stagione sono buone , ma i pregiudizi dell'ambiente juventino nei suoi confronti persistono.
Nessuna riconoscenza del calcio nostrano per quest'uomo. Da eroe a brocco ,da protagonista a capro espiatorio di fallimenti altrui ; dalle prime pagine ,ai trafiletti delle notizie varie del calcio mercato.
Finito nel dimenticatoio l'eroe di un'estate magica, quella che ci ha fatto urlare al cielo la frase che ogni appassionato di calcio un giorno vorrebbe pronunciare: CAMPIONI DEL MONDO!
martedì 31 maggio 2011
lunedì 23 maggio 2011
CARO NEUER : CHI DI BALLA FERISCE DI SCHIAFFO PERISCE!
Quant'e' dura attendere nove anni per poter tornare a vincere un trofeo! Lo Schalke vince la coppa di Germania dopo nove anni di assoluto digiuno- ad eccezione di un'inutile coppa di Lega tedesca nel 2005-, costellato da secondi posti e clamorose debacle , come quella avvenuta nella stagione 06-07 , quando i knappen , dopo esser stati in testa per gran parte della stagione, arrivarono secondi per mano degli acerrimi rivali del Borussia , capaci di batterli alla penultima consentendo alla Stoccarda di vincere il maisterschale.
La vittoria è stata schiacciante ,agevolata da un avversario,il Duisburg, presentatosi alla finale in piena emergenza e reduce da un tranquillo campionato di metà classifica nella seconda divisione tedesca.
La gioia per la conquista del trofeo riscatta una stagione doubleface: deludente in Bundesliga ,con soli 40 punti e mezza stagione trascorsa in zona retrocessione; entusiasmante in Champions , con la vittoria del girone e le clamorose qualificazioni ottenute contro il Valencia e l'Inter .
Al termine della gara , la palma del giocatore più felice spetta sicuramente a Manuel Neuer : sollevare al cielo la prestigiosa coppa nazionale , da capitano della squadra della tua città ,di cui sei tifosissimo ,che seguivi in curva prima di abbracciare il professionismo, è una gioia immensa e lo sarebbe per chiunque ; oltretutto Manuel lo fa nell'ultima occasione utile, infatti dalla prossima stagione passerà agli odiatissimi rivali del Bayern. Il Bayern, la squadra più titolata ma anche la più odiata dell'intera Germania , accoglierà le gesta del portierone di Gelsenkirchen , che da ultrà dei Knappen amava cantare un noto ritornello - molto in voga nelle curve tedesche- dei Tosen Hosen che recita : «Può succedermi di tutto/ può capitare qualsiasi cosa/ ma sono sicuro/ non andrò mai al Bayern». Per convincerlo a desistere dalla scelta baverese, i tifosi hanno più volte fatto rieccheggiare dall'autoparlante della AufSchalke Arena la canzone, ma l'estremo difensore della nazionale,ormai accordato in tutto e per tutto con Rumenigge & C, non ha cambiato idea. I tifosi, quelle stesse persone che condividevano con Neuer gioie e dolori in curva, erano stati ingannati da qualche dichiarazione del manager del giocatore , che nei primissimi giorni di aprile, dichiarava la volontà di Manuel di rinnovare il contratto in scadenza nel 2012 e smentiva categoricamente qualsiasi accordo con Bayern o Man Utd . I tifosi, che con Neuer hanno vissuto gioie e amarezze, non l'hanno presa bene e ,francamente, non poteva essere diversamente: qualche fischio nelle ultime apparazioni, critiche per la brutta prova contro i futuri compagni del Bayern e ieri lo schiaffo. Un gesto di per sè da condonnare, ma scaturito dalla rabbia, dal sentirsi traditi dal migliore amico, quello con cui andavi in curva fino a sette anni fa e che solo due mesi prima, difronte alle sempre più insistenti voci che lo davano al Bayern, dichiarava, sapendo di mentire, di voler restare allungando il contratto di prossima scadenza.
Caro Neuer, ma perchè mentire alla tua gente? Probabilmente non ti avrebbero capito, ma se fossi stato sincero , avresti sicuramente evitato di esser schiaffeggiato dai tuoi concittadini nel giorno per te più bello , quello che speravi da vivere fin dal 1991, quando, a soli cinque anni, iniziavi a dare i primi calci nel settore giovanile della squadra della tua città......
La vittoria è stata schiacciante ,agevolata da un avversario,il Duisburg, presentatosi alla finale in piena emergenza e reduce da un tranquillo campionato di metà classifica nella seconda divisione tedesca.
La gioia per la conquista del trofeo riscatta una stagione doubleface: deludente in Bundesliga ,con soli 40 punti e mezza stagione trascorsa in zona retrocessione; entusiasmante in Champions , con la vittoria del girone e le clamorose qualificazioni ottenute contro il Valencia e l'Inter .
Al termine della gara , la palma del giocatore più felice spetta sicuramente a Manuel Neuer : sollevare al cielo la prestigiosa coppa nazionale , da capitano della squadra della tua città ,di cui sei tifosissimo ,che seguivi in curva prima di abbracciare il professionismo, è una gioia immensa e lo sarebbe per chiunque ; oltretutto Manuel lo fa nell'ultima occasione utile, infatti dalla prossima stagione passerà agli odiatissimi rivali del Bayern. Il Bayern, la squadra più titolata ma anche la più odiata dell'intera Germania , accoglierà le gesta del portierone di Gelsenkirchen , che da ultrà dei Knappen amava cantare un noto ritornello - molto in voga nelle curve tedesche- dei Tosen Hosen che recita : «Può succedermi di tutto/ può capitare qualsiasi cosa/ ma sono sicuro/ non andrò mai al Bayern». Per convincerlo a desistere dalla scelta baverese, i tifosi hanno più volte fatto rieccheggiare dall'autoparlante della AufSchalke Arena la canzone, ma l'estremo difensore della nazionale,ormai accordato in tutto e per tutto con Rumenigge & C, non ha cambiato idea. I tifosi, quelle stesse persone che condividevano con Neuer gioie e dolori in curva, erano stati ingannati da qualche dichiarazione del manager del giocatore , che nei primissimi giorni di aprile, dichiarava la volontà di Manuel di rinnovare il contratto in scadenza nel 2012 e smentiva categoricamente qualsiasi accordo con Bayern o Man Utd . I tifosi, che con Neuer hanno vissuto gioie e amarezze, non l'hanno presa bene e ,francamente, non poteva essere diversamente: qualche fischio nelle ultime apparazioni, critiche per la brutta prova contro i futuri compagni del Bayern e ieri lo schiaffo. Un gesto di per sè da condonnare, ma scaturito dalla rabbia, dal sentirsi traditi dal migliore amico, quello con cui andavi in curva fino a sette anni fa e che solo due mesi prima, difronte alle sempre più insistenti voci che lo davano al Bayern, dichiarava, sapendo di mentire, di voler restare allungando il contratto di prossima scadenza.
Caro Neuer, ma perchè mentire alla tua gente? Probabilmente non ti avrebbero capito, ma se fossi stato sincero , avresti sicuramente evitato di esser schiaffeggiato dai tuoi concittadini nel giorno per te più bello , quello che speravi da vivere fin dal 1991, quando, a soli cinque anni, iniziavi a dare i primi calci nel settore giovanile della squadra della tua città......
sabato 21 maggio 2011
FINALE COPPA DI GERMANIA: SOGNO,TRADIZIONE E STORIA
Stasera, nella splendida cornice dell'Olympiastadion di Berlino , verrà aggiudicata per la sessantottesima volta la coppa di Germania . La partita vedrà opposte l'altalenante Schalke 04 di questa stagione e il sorprendente Duisburg, squadra reduce da un tranquillo campionato di metà classifica in seconda divisione ma capace di una splendida cavalcata in coppa (eliminati Lubecca,Hallescher , Colonia ,Kaiserslautern e Energie Cottbus). I due palmares sono decisamente differenti : la squadra di Gelsenkirchen cercherà di vincere per la quinta volta la coppa nazionale oltre a poter vantare la conquista di sette titoli tedeschi (l'ultimo però è datato 1958) e una coppa Uefa ; il Duisburg non ha mai vinto nessun titolo , gioca per la quarta volta una finale di coppa nazionale , a fine anni 70 raggiunse una semifinale di Uefa e nella primissime edizioni della Bundesliga ottenne un secondo posto. Sfida all'apperenza senza storia, con lo Schalke che potrà schierare la formazione titolare e il Duisburg in formazione rimaneggiata,con il dubbio Grclic e le sicure assenze di Kern e Maierhofer.
Sarà la tredicesima finale fra due squadre di categorie nazionali diverse , anche se in una sola circostanza ebbe la meglio la formazione della serie inferiore : correva l'anno 1992 , l'Hannover, allora anonima squadra di seconda divisione, riuscì nell'impresa di eliminare in semifinale il fortissimo Werder di Rehagel - che in quella stagione vinse la coppa delle coppe e l'anno successivo la Bundesliga- e in finale il buon Gladbach di quell'epoca. Le vittorie ai danni del Werder e dei fohlen, furono ottenute ai calci di rigori dopo centoventi minuti a reti bianche .
Caso molto particolare quello della finale del 1970 fra i Kickers Offenbach e il Colonia . La manifestazione si disputò da gennaio ad agosto di quell'anno cosicchè i Kickers, neo-promossi e vincitori di quella edizione , giocarono la finale già iscritti in Bundesliga
Nel 1983 la finale si disputò fra l'FC Colonia(bundesliga) e il Fortuna Colonia(zweite) : a trionfare furono i più quotati Geissbocke per 1-0. La partita ,disputata in uno stracolmo Mungersdorfer, rappresenta fino ad oggi l'unica finale stracittadina della DFB Pokal. Il Fortuna Colonia , che milita attualmente nella quinta divisione tedesca, disputò una grandissima partita e si arrese a soli venti minuti dalla fine , quando i cugini segnarono il gol-partita con il leggendario Littbarski .
Finale sorprendente anche nel 1993 , quando all'OlympiaStadion, divenuto dal 1985 sede fissa dell'atto finale della manifestazione, giocarono la finale il Bayer Leverkusen e la seconda squadra dell'Hertha Berlino all'epoca militante nella terza divisione tedesca. Quella finale fu un duro colpo per i tifosi della alte-dame : la gloriosa prima squadra berlinese non è mai riuscita a fare sua la coppa e non ha mai giocato la finale da quando questa si disputa nello stadio di casa ; ammirare la squadra riserve- o meglio amateur come la chiamavano in Germania- giocarsi la coppa fu beffardo, anche se lo stadio era stracolmo e il tifo fu addirittura maggiore di quello normalmente riservato alla nobile prima squadra. La coppa la vinse il Bayer , ma l'unica rete che decise la partita, la realizzò Kirsten a poco più di venti minuti dal termine . I tifosi dell'Hertha all'epoca non potevano sapere che nel 2001 i rivali stracittadini dell'Union Berlino, militanti in Zweite, disputassero la finale di coppa nel loro stadio! L'Union perse 2-0 contro il più quotato Schalke, ma fece un'impresa che, a distanza di dieci anni, resta ancora un vanto e un oggetto di sfottò nei confronti dei più famosi cugini.
Storia molto interessante anche quella dell'Energie Cottbus del 1997. La squadra dell'ex DDR si qualificò alla finale da indiscussa leader della dritteliga(terza serie) , imbattuta da cinquantasette gare ufficiali e con un cammino di tutto rispetto nell DFB Pokal (eliminate Wolfsburg,Duisburg,St.Pauli e Karlsruher tutte squadre all'epoca di categoria superiore). In finale l'Energie fu sconfitto dallo Stoccarda per 2-0 ( doppietta di Elber).
Le altre squadre di Zweite che arrivarono a giocarsi la finale furono : Alemannia Aachen ( nel 65 e nel 04) ,Bochum (68) , Stoccarda Kickers (87), Rot Weiss Essen (94) e Wolfsburg (95) .
Riuscirà il Duisburg a ripetere ,dopo ben diciannove anni,l'impresa dell'Hannover ?
Forza dell'avversario, tradizione e storia dicono di no, ma la magia della Deutscher Fussball Bund Pokal e la pressione tutta sulle spalle degli uomini di Ragnick, potrebbero portare a esiti clamorosi......
sabato 14 maggio 2011
BRESCIA CALCIO: CHE SARA' CHE SARA' CHE SARA'....?
Riccardo Croccante, pardon , Cocciante, cantava "era già tutto previsto", un lentone d'antan dove il protagonista, a suo dire troppo buono, prevedeva di perdere la sua amata . Oggi i tifosi delle rondinelle , subita l'ennessima delusione, non si sentono più traditi ma bensì rassegnati,ostaggi perpetui di una società senza capo ne coda, mal amministrata da dirigenti incapaci e , in taluni casi, incompetenti.
Era già tutto previsto, lo si era capito anche dalle smisurate dichiarazioni di Corioni , Nani,ballerine e pagliacci vari, dopo il tris di vittorie di inizio stagione con Palermo,Chievo e Roma che proiettarono le rondinelle nelle zone alte della classifica. I nostri iniziarono a parlare di salvezza tranquillissima e , con un po' di sana fortuna, di qualificazione in Europa League.Eravamo alla quarta di campionato e il Brescia , seppur per soli dieci minuti circa, rimase addirittura da sola in vetta alla classifica del massimo campionato. Quello che è successo nella giornate successive è storia nota : le rondinelle infilano cinque sconfitte consecutive, pareggiano contro Inter e Juventus , prima di tornare nuovamente a soccombere contro chiunque si prospetti al loro cospetto, tornando a vincere solo alla penultima di campionato in casa contro la Samp dopo l'accantonamento momentaneo di Iachini in favore di Beretta. In tutto questo periodo la squadra evidenzia molti limiti tecnico-tattici : un centrocampo troppo di sostanza e poco "geometrico", un attacco poco incisivo , soggetto alle voglie di un Diamanti molto spesso indisponente , di un Caraccciolo da serie B e di un Eder che paga a carissimo prezzo il salto di categoria ; un reparto difensivo che mette in mostra grosse fragilità inizialmente mascherate solo dall'ottimo avvio stagionale di Sereni. In questo desolante quadro la società pensa bene di vendere il Tuma ( forse il difensore "meno peggio" di inizio stagione) per prendere Accardi, panchinaro fisso della declinante Sampdoria , di ingaggiare Cristiano Zanetti alla prese costantamente con guai muscolari che ne limitano l'utilizzo e di acquistare Lanzafame per inserirlo in un 4-3-2-1 o 3-5-2 , nonostante le sue caratteristiche di ala d'attacco e attaccante esterno, mal si conciliano con i moduli tattici adottati dalle rondinelle. Se i limiti tecnici di alcuni giocatori e i limiti tattici di una squadra mal assortita sono evidenti , quelli caratteriali sono addirittura lampanti. Ad eccezione di A.Filippini,Bega e per un certo periodo di Hetemaj, nessun giocatore mostra quella grinta, quella voglia di non mollare mai e quell'attaccamento allla maglia indispensabili per ottenere la salvezza. Un gruppo di fighette, gente senza palle , che hanno affrontato con sufficienza e snobbismo la tanto desiderata serie A , convinti di valere palcoscenici più prestigiosi del bistrattato Rigamonti
Il girone di ritorno è stata una lenta, talvolta penosa ,agonia verso il ritorno nella nostra casa madre ,ovvero la serie B. Beretta è durata la spazio di sette partite ,condite da due vittorie , cinque sconfitte e una qualità del gioco scandalosa; il ritorno di Iachini ha portato ad una serie infinita, quanto inutile , di pareggi e solo due vittorie contro il Bari ultimo in classifica e il Bologna privo di qualsiasi motivazione. Deprimente la gara dell'ultima speranza contro il Catania, dove le rondinelle sono scese in campo solo per obbligo e non per giocarsi l'ultima fievole speranza di rimanere in A.
Ora inizia il classico gioco dello scarica barile . La società ,pur ammettendo di essere la prima responsabile( la squadra l'hanno fatta loro e chi sennò?), punta il dito contro quei giocatori(Diamanti? Caracciolo? Sereni? Eder?) che avrebbero dovuto far fare il salto di qualità alle rondinelle. I giocatori , pur ammettendo di essere i primi responsabili ( in campo vanno loro e chi sennò?), si lamentano di una società assente e poco chiara, capace più volte di pagare tardivamente gli emolumenti . L'unico che sembra essersi smarcato dall'assumersi responsabilità in primis, è l'allenatore Iachini che, con grande sorpresa, adduce a moltissime scusanti imputando errori propri a responsabilità altrui ( la squadra la allena lui e chi sennò?). Iachini, persona splendida e di temperamento, ha comunque commesso degli errori come l'abbandono, forse conocordato con la società, di capitan Possanzini, l'incapacità di trasmettere grinta e determinazione alla squadra e una pessima organizzazione della fase difensiva.
Una retrocessione amarissima, avvenuta proprio nell'anno del centenario e che rischia di mettere a serio rischio la storia calcistica della leonessa d'Italia .
La situazione economico-finanziaria della società di via Bazoli è allarmante con debiti per oltre 33 milioni di euro e una scadenza a brevissimo termine di cinque milioni da restituire alla banche . Stupisce vedere quanti soldi,si parla di oltre venti milioni, le banche hanno prestato a Corioni, uomo dalle indubbie conoscenze calcistiche ma non altrettanto abile nel far quadrare i conti ( vedasi la dissenata gestione del Bologna calcio di vent'anni fa) .Stupisce altresì vedere che alcuni di questi istituti si apprestino a redimere un piano industriale volto al deciso contenimento dei costi e a probabilissimi tagli del personale ,dopo aver prestato montagne di soldi ad una società calcisitica dal valore patrimoniale pari a zero e guidata da una persona poco abile nella gestione economica.
Ubi, molto esposta nei confronti del Brescia, sta provando a metter insieme un gruppo di imprenditori in grado di sostituire Corioni, per riuscire a rientrare dal credito concesso e che difficilmente il patron Saniplast sarà in grado di assolvere.
Si riuscirà a vendere la società? Il prossimo anno le rondinelle saranno in serie B o ripartiranno, dopo un bel fallimento, da una serie inferiore?
Se si era iniziato citando Cocciante , non si può far altro che chiudere citando una vecchia canzone dei Ricchi ( i futuri padroni del Brescia?) & Poveri ( i tifosi del Brescia!): CHE SARA'? CHE SARA'? CHE SARA'? CHE SARA' DEL NOSTRO BRESCIA CHI LO SA......
Era già tutto previsto, lo si era capito anche dalle smisurate dichiarazioni di Corioni , Nani,ballerine e pagliacci vari, dopo il tris di vittorie di inizio stagione con Palermo,Chievo e Roma che proiettarono le rondinelle nelle zone alte della classifica. I nostri iniziarono a parlare di salvezza tranquillissima e , con un po' di sana fortuna, di qualificazione in Europa League.Eravamo alla quarta di campionato e il Brescia , seppur per soli dieci minuti circa, rimase addirittura da sola in vetta alla classifica del massimo campionato. Quello che è successo nella giornate successive è storia nota : le rondinelle infilano cinque sconfitte consecutive, pareggiano contro Inter e Juventus , prima di tornare nuovamente a soccombere contro chiunque si prospetti al loro cospetto, tornando a vincere solo alla penultima di campionato in casa contro la Samp dopo l'accantonamento momentaneo di Iachini in favore di Beretta. In tutto questo periodo la squadra evidenzia molti limiti tecnico-tattici : un centrocampo troppo di sostanza e poco "geometrico", un attacco poco incisivo , soggetto alle voglie di un Diamanti molto spesso indisponente , di un Caraccciolo da serie B e di un Eder che paga a carissimo prezzo il salto di categoria ; un reparto difensivo che mette in mostra grosse fragilità inizialmente mascherate solo dall'ottimo avvio stagionale di Sereni. In questo desolante quadro la società pensa bene di vendere il Tuma ( forse il difensore "meno peggio" di inizio stagione) per prendere Accardi, panchinaro fisso della declinante Sampdoria , di ingaggiare Cristiano Zanetti alla prese costantamente con guai muscolari che ne limitano l'utilizzo e di acquistare Lanzafame per inserirlo in un 4-3-2-1 o 3-5-2 , nonostante le sue caratteristiche di ala d'attacco e attaccante esterno, mal si conciliano con i moduli tattici adottati dalle rondinelle. Se i limiti tecnici di alcuni giocatori e i limiti tattici di una squadra mal assortita sono evidenti , quelli caratteriali sono addirittura lampanti. Ad eccezione di A.Filippini,Bega e per un certo periodo di Hetemaj, nessun giocatore mostra quella grinta, quella voglia di non mollare mai e quell'attaccamento allla maglia indispensabili per ottenere la salvezza. Un gruppo di fighette, gente senza palle , che hanno affrontato con sufficienza e snobbismo la tanto desiderata serie A , convinti di valere palcoscenici più prestigiosi del bistrattato Rigamonti
Il girone di ritorno è stata una lenta, talvolta penosa ,agonia verso il ritorno nella nostra casa madre ,ovvero la serie B. Beretta è durata la spazio di sette partite ,condite da due vittorie , cinque sconfitte e una qualità del gioco scandalosa; il ritorno di Iachini ha portato ad una serie infinita, quanto inutile , di pareggi e solo due vittorie contro il Bari ultimo in classifica e il Bologna privo di qualsiasi motivazione. Deprimente la gara dell'ultima speranza contro il Catania, dove le rondinelle sono scese in campo solo per obbligo e non per giocarsi l'ultima fievole speranza di rimanere in A.
Ora inizia il classico gioco dello scarica barile . La società ,pur ammettendo di essere la prima responsabile( la squadra l'hanno fatta loro e chi sennò?), punta il dito contro quei giocatori(Diamanti? Caracciolo? Sereni? Eder?) che avrebbero dovuto far fare il salto di qualità alle rondinelle. I giocatori , pur ammettendo di essere i primi responsabili ( in campo vanno loro e chi sennò?), si lamentano di una società assente e poco chiara, capace più volte di pagare tardivamente gli emolumenti . L'unico che sembra essersi smarcato dall'assumersi responsabilità in primis, è l'allenatore Iachini che, con grande sorpresa, adduce a moltissime scusanti imputando errori propri a responsabilità altrui ( la squadra la allena lui e chi sennò?). Iachini, persona splendida e di temperamento, ha comunque commesso degli errori come l'abbandono, forse conocordato con la società, di capitan Possanzini, l'incapacità di trasmettere grinta e determinazione alla squadra e una pessima organizzazione della fase difensiva.
Una retrocessione amarissima, avvenuta proprio nell'anno del centenario e che rischia di mettere a serio rischio la storia calcistica della leonessa d'Italia .
La situazione economico-finanziaria della società di via Bazoli è allarmante con debiti per oltre 33 milioni di euro e una scadenza a brevissimo termine di cinque milioni da restituire alla banche . Stupisce vedere quanti soldi,si parla di oltre venti milioni, le banche hanno prestato a Corioni, uomo dalle indubbie conoscenze calcistiche ma non altrettanto abile nel far quadrare i conti ( vedasi la dissenata gestione del Bologna calcio di vent'anni fa) .Stupisce altresì vedere che alcuni di questi istituti si apprestino a redimere un piano industriale volto al deciso contenimento dei costi e a probabilissimi tagli del personale ,dopo aver prestato montagne di soldi ad una società calcisitica dal valore patrimoniale pari a zero e guidata da una persona poco abile nella gestione economica.
Ubi, molto esposta nei confronti del Brescia, sta provando a metter insieme un gruppo di imprenditori in grado di sostituire Corioni, per riuscire a rientrare dal credito concesso e che difficilmente il patron Saniplast sarà in grado di assolvere.
Si riuscirà a vendere la società? Il prossimo anno le rondinelle saranno in serie B o ripartiranno, dopo un bel fallimento, da una serie inferiore?
Se si era iniziato citando Cocciante , non si può far altro che chiudere citando una vecchia canzone dei Ricchi ( i futuri padroni del Brescia?) & Poveri ( i tifosi del Brescia!): CHE SARA'? CHE SARA'? CHE SARA'? CHE SARA' DEL NOSTRO BRESCIA CHI LO SA......
venerdì 6 maggio 2011
BUNDESLIGA ANTEPRIMA 33 GIORNATA
Consegnato il Miesterschale allo splendido Borussia di Klopp, la bundesliga resta interessantissima per la qualificazione alla prossima Champions League e per la lotta per non retrocedere che vede coinvolte, mai come quest'anno, squadre blasonate e bacini d'utenza particolarmente importanti. Per la prima volta in questa stagione tutte le nove gare verranno giocate in contemporanea ( sabato ore 15,30)
Il Bayer Leverkusen/Neverkusen cercherà di ottenere l'ultimo punto che la separa dalla Champions Leauge , nel match casalingo contro l'Amburgo.
Gara sulla carta abbordabile per le aspirine, reduci da ben sei vittorie interne consecutive ottenute sempre con almeno due gol di scarto , contro un Amburgo a secco di vittorie dal 19 marzo ( 6-2 interno al Colonia) e completamente privo di stimoli. Bayer in formazione tipo, rothosen con parecchie assenza importanti ( Ze Roberto, Van Nistelrooy,Petric,Mathijsen).
Praticamente assegnata la seconda piazza , resta ancora da definire la terza squadra tedesca della prossima champions league. La lotta fra gli ex campioni di Germania del Bayern e l'Hannover rivelazione, proseguirà anche in questo turno con le sfide di Amburgo ( St.Pauli-Bayern) e Stoccarda ( Stoccarda-Hannover) . Bayern in formazione tipo contro la squadra di mister Stanislawski ormai ad un passo dal ritorno di Zweite . Grande attesa per il tecnico della squadra amburghese che , dopo diciotto anni consecutivi di fedele militanza al St.Pauli come giocatore,dirigente e allenatore , saluterà il suo pubblico per passare dalla prossima stagione all'Hoffenheim. Sicuramente al Millentor si piangerà a dirotto domani....
Gara molto difficile per l'Hannover di Slomka : lo Stoccarda è in splendida forma, vince da tre turni consecutivamente e una vittoria sabato darebbe la certezza di evitare il play-out salvezza/promozione .
Quasi tutto deciso in zona Europa League, con il Mainz in vantaggio di cinque punti nei confronti del Norimberga. Per gli uomini di Tuchel trasferta morbida a Gelsenkirchen contro lo Schalke ormai proiettato alla finale della Coppa di Germania , ultimo obiettivo restato a disposizione di Raul & C. Nulla di trascendentale anche per il Norimberga, che riceve la visita del demotivato Hoffenheim.
Nel polverone salvezza grandi sfide e alcuni delicatissimi scontri diretti.
Il Werder Brema riceve i neo-campioni di Germania del Borussia che, acquisita la certezza del titolo, cercheranno di ottenere la dodicesima vittoria esterna stagionale , obiettivo mai raggiunto da nessun'altra squadra nella storia del campionato tedesco. A dimostrazione delle serie intenzioni giallonere , il tecnico Klopp ha dichiarato la volontà di schierare al Wieser Stadion la formazione titolare, mentre Schaaf con ogni probabilità relegherà Arnautovic, inguardabile venerdì scorso contro il Wolfsburg, in panchina a favore dell'impiego di Wagner.
Sfida molto importante anche per il Wolfsburg contro un Kaiserslautern praticamente al riparo da qualsiasi rischio . I lupi, dopo un avvio tutt'altro che esaltante della gestione Magath, sono reduci da due vittorie consecutive e sembrano aver trovato in Mandzukic un autentico quanto inatteso trascinatore.
Gara abbastanza abbordabile per il Gladbach in casa contro il tranquilissimo Friburgo,capace di espugnare il Borussia Park solo in un' unica occasione (1-04-1995) . I fohlen, considerati spacciati a febbraio, sono clamorosamente risorti grazie ai nove punti ottenuti nelle ultime quattro partite , ed ora vedono all'orizzonte la clamorosa possibilità di giocarsi la salvezza nel play-out.
Unico spauracchio per i padroni di casa sarà Cissè, attualmente in lotta con Gomez del Bayern per il titolo di cannoniere.
La regina di tutte le sfide della bassa classifica, molto utile anche per capire se l'ultima di campionato sarà decisiva solo per stabilire chi giocherà il play-out, è Eintracht-Colonia. Sfida fra due grandi città tedesche e fra due tifoserie molto, ultimamente forse troppo, calde. L'Eintracht si gioca tutto: in caso di sconfitta e concomitante vittoria del Gladbach, si troverebbe al penultimo posto e con un turno finale a Dortmund tutt'altro che agevole .
Il Colonia,reduce da tre sconfitte esterne consecutive piuttosto pesanti contro Amburgo (6-2),Gladbach(5-1) e Wolfsburg (4-1), può giocare per due risultati, considerato che in caso di pareggio otterrebbe la salvezza matematica.
Iscriviti a:
Post (Atom)
